Le
radici del male
presentazione con:
Alda
Teodorani e
Dario Argento
7 settembre a
Roma.
Dario Argento
e Alda Teodorani tra incubo e realtà
Le storie di
Alda Teodorani assomigliano ai miei incubi più profondi, Dario Argento onora il
libro “Le radici del male” con il suo marchio di fabbrica: la paura.
Gli spettatori avranno
pensato che l'incubo, più che altro, era
la
tempesta che imperversava... tra le bellezze di Castel Sant'Angelo e
gli orrori raccontati da Alda Tedorani e i commenti critici del regista di
culto, hanno in ogni caso trovato un riparo intelligente dalla pioggia.
Questo in sintesi.
Nel dettaglio, invece.
L'occasione per vedere
Dario Argento è stata la presentazione di un libro durissimo, violento e
spietato capace di denunciare l'inutilità della violenza Le radici del male
edito da una piccola casa editrice di Milano (“Addictions” www.addictions.it).
Parte il moderatore
sottolineando l'importanza della soggettiva sia nei film di Dario Argento, sia
nella narrativa di Alda Teodorani.
"Sì far vedere allo
spettatore che cosa fa e dopo tutto che cosa pensa il cattivo, è
fondamentale" evidenzia Dario Argento.
"E' utile entrare
nella testa degli altri se si vuole descriverli" fa eco Teodorani "e
pace se poi si racconta di brutali assassini. Quello che conta è emozionare il
lettore".
A questo punto non si
poteva NON parlare di censura, così si è scoperto che esistono versioni dei
film di Dario Argento a seconda della violenza (questa sì reale) della censura.
Con casi limite dalla
Finlandia si va in Svezia a comprare Suspiria, poiché le maglie della censura
sono più leggere, mentre negli U.S.A. abbondano i film di Dario Argento
d’importazione dal Giappone.
Insomma il fanatismo
stelle e strisce fa sì che si vedano film parlati in italiano con sottotitoli
in giapponese. Il massimo.
Più dura per gli
scrittori che non hanno a che fare con tagli e sostituzioni, ma con un muro.
Muro che si abbatte o scappando dalle
case
editrici più grosse o scendendo a compromessi.
Compromessi che si
chiedono anche nel cinema e pace che si sta parlando di un regista capace di
coniugare incassi e qualità: ad ogni sceneggiatura forte, segue il consiglio,
amichevole, of course, di alleggerire l'atmosfera, "perché io so che cosa
vuole il tuo pubblico".
Alle domande degli
spettatori, si è scoperto che Dario Argento è un attento lettore capace di
individuare le morbosità presenti nei gialli di Ellery Queen e scopritore del
talento di Alda Teodorani, ben prima che pubblicasse sulla nota antologia a
firma einaudi Gioventù Cannibale.
Così chiude consigliando
il libro, libro che data la durezza del tema dovrà accontentarsi di un pubblico
di nicchia, un pubblico attento.
Insomma
"pochi ma buoni".
La
Redazione di Witchstory ringrazia per la collaborazione la Casa Editrice di
Milano “Addictions”