Alessandro Centofanti
(LIBRA)
In
concomitanza con l’uscita della ristampa in CD della colonna sonora di Shock
ne ho approfittato per intervistare il tastierista del gruppo Libra, vi lascio
all'interessante ed amichevole chiacchierata.
Lussu F.:
Parlaci dei tuoi inizi coi LIBRA, quando a metà degli anni ‘70,
andavate in giro per la California nei clubs americani.
Centofanti
A.: Dunque...
I Libra sono la naturale prosecuzione di un altro gruppo di quel
periodo Logan Dwigh, gruppo dove militarono moltissimi musicisti anche
internazionali tra i quali cito solo due grossi nomi Alex Ligterwood (Santana)
e Jean Paul Ceccarelli (Sting).
Io entrai a far
parte prima dei Logan Dwight e conseguentemente formai i Libra con
Federico D'Andrea e David Walter. Riuscimmo a trovare un contratto
discografico tramite Danny Besquet (produttore anche di Nikka Costa)
prima con l'Italiana Ricordi ed in seguito con l'Americana Motown,
registrammo il primo disco in Italia a Milano con la produzione artistica
di Claudio Fabi, allora produttore della Premiata Forneria Marconi,
facemmo una tournée promozionale con il Banco del Mutuo Soccorso e
quindi ci spostammo negli Stati Uniti per promuovere il disco e per
registrarne un secondo. Durante il tour facemmo da supporter a nomi come Frank
Zappa, Chicago, the Tubes, the Image, Steppen Woolf,
con gran successo oltre a maturare noi stessi una grande esperienza, anche perché,
ovviamente, andare a suonare la nostra musica per gli Americani con tutte le
modalità del caso e soprattutto in quel periodo é e rimarrà per sempre una
importantissima esperienza dalla quale io personalmente ho imparato tantissime
cose.
Lussu F.:
I LIBRA hanno avuto ben tre formazioni, in pratica una per albums, un po'
come successe spesso anche ai Goblin; come mai tutti questi cambiamenti?
Centofanti A.:
E' stata una naturale evoluzione, con David, il primo batterista, ci
furono dei disaccordi durante la tournée con il Banco perciò, anche se
a malincuore, decidemmo che era meglio per tutti sostituirlo e incontrammo Walter
Martino che aveva appena fatto Profondo Rosso, con il quale andammo
negli Stati Uniti e con il quale registrammo il secondo album, per quel che
riguarda Schock la formazione fu rimaneggiata casualmente, anche perché,
tornati dagli Stati Uniti, il gruppo si era ufficialmente sciolto.
Lussu F.:
Tra "WORDS AND MUSIC", "FULL WINTER DAY'S NIGHTMARE"
(ormai introvabili) e
"SCHOCK",
di cui esce proprio in questi giorni la ristampa della CINEVOX, quali
ritieni l'album che vi ha dato maggiori soddisfazioni sia personali sia a
livello di vendite?
Centofanti A.:
Per quel che mi riguarda, direi indubbiamente Words and Music, perché é
stato il frutto di un lungo periodo di ricerca e di studio da parte di tutti
indistintamente, poi perché sicuramente non risentì assolutamente di nessuna
influenza proveniente dallo Show business ed in ultimo credo vi siano
un'infinità di idee e proposte musicali (ancora valide oggi) forse troppo nuove
per l'epoca e che purtroppo non avemmo poi in seguito l'opportunità di
sviluppare a causa dell'evolversi degli eventi.
Lussu F.: Un
giudizio su Nicola Di Staso, che ho avuto modo di conoscere
personalmente, ma che non ho potuto apprezzare dal vivo, in quanto ha
abbandonato quasi subito i Daemonia.
Centofanti A.:
Nicola é sempre stato un grandissimo chitarrista rock, nel senso più
puro del termine, ha sempre avuto un'infinità di idee e non si é mai
risparmiato nel proporre nuove sonorità sperimentando a tutto campo uno
strumento a prima vista semplice ma nel contempo difficilissimo da rendere
personale, Lui, per quel che riguarda i Libra, ci é riuscito in modo
egregio.
Lussu
F.: Veniamo a "SCHOCK",
il vostro album più conosciuto in Italia, una specie di risposta alla
musica per film dei Goblin; fu lo stesso M. Bava a contattarvi per
il commento musicale al suo film?
Centofanti A.: Si,
Bava conosceva ovviamente Walter e ci propose di fare quel film,
accettammo, ma i Libra non c'erano più, quindi la formazione nacque
casualmente (cosa che avviene tra l'altro spessissimo nel nostro ambiente), per
questo, come avrai notato, anche il sound cambiò in modo radicale e in ogni
modo non era nell'intenzione di nessuno confrontarci con i Goblin, vista
anche la totale diversità di stili musicali, ma commentare un film in ogni caso
comporta sempre dei "compromessi" dai quali non ci si può esimere, in
ogni caso, ripeto, che Schock rappresenta solo un passaggio della storia
dei Libra, e non può essere preso come esempio di stile musicale di quel
gruppo.
Lussu F.:
Ultima domanda di rito: cosa stai
facendo in questo periodo e che progetti hai per il futuro?
Centofanti A.:
Continuo a cercare di fare il mio lavoro di musicista in modo più possibile
coerente e sano, dico "a cercare" perché l'ambiente si é trasformato
in modo radicale e, a volte penso, in peggio, per certi aspetti. In ogni caso
continuo la mia più che ventennale collaborazione con Antonello Venditti,
ho un mio studio dove porto avanti delle mie produzioni, faccio parte di una
cover band dei Beatles (Beatles for sale) di un gruppo di R&B
(gli Io Vorrei La Pelle Nera) e di un gruppo composto da grandissimi musicisti
provenienti da varie esperienze musicali (Shuffle Night: Roberto Gatto batt.,
Danilo Rea piano, Maurizio Giammarco sax, Marco Siniscalco basso, Marco
Rinalduzzi chit.) per questo facciamo Fusion? Non lo so ma mi diverto un mondo a
suonare l'organo Hammond. Ho una mezza idea di fare un mio album ma non trovo
mai il tempo per iniziare e poi......
Ti
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A cura di Francesco Lussu.