Alfred Hitchcock IL
GENIO DEL BRIVIDO
La
carriera di Alfred Hitchcock prova che un regista può conoscere il
successo e rimanere fedele a se stesso.
Quel che
contraddistingue lo stile di Hitchcock da quello di altri grandi cineasti
è l’impiego molto
personale che
egli fa
della lentezza
e della
rapidità, della
preparazione e
dell’attesa; sono tutti figli
del grande Alfred,
ma dietro al loro gusto per uso drammatico della cinepresa, ci accorgiamo
che manca qualcosa: la sensibilità, la
paura vissuta,
l’emotività, la percezione intima
e profonda delle emozioni filmate.
Mi fermo qui
ricordando che prenderò in esame, per ragioni di spazio, dalle sue opere più
conosciute
quelle in pratica che partono
dalla “ Finestra sul cortile”, uno
dei suoi innumerevoli capolavori, film
super citato in
parecchie altre
pellicole di registi contemporanei e ultimamente anche per uno spot
pubblicitario diretto dal “ Maestro” Argento. Prima di
concludere e lasciare spazio alla sua filmografia appunto “after 54”
in poi ed alla consueta carrellata di immagini, ricordiamo una sua singolare
caratteristica, forse anche un po’ narcisistica quella in altre parole di
apparire in quasi tutti i suoi films. Il genio del brivido rimarrà a 22 anni di
distanza dalla sua morte, non solo l’uomo che ne sa di più ma anche il
cineasta che più ci commuove.
FILMOGRAFIA
A PARTIRE DAL 54’:
- La Finestra sul
cortile (‘54)
- Il Delitto perfetto
(‘54)
- Caccia al ladro
(‘55)
- La Congiura degli
innocenti (‘55)
- L’Uomo che sapeva
troppo (‘56)
- Vertigo - La donna
che visse due volte (‘58)
-
Intrigo internazionale (‘58)
- Psyco (‘60)
- Gli Uccelli (‘63)
- Marnie (‘64)
- Il Sipario
Strappato (‘66)
- Topaz (‘69)
- Frenzy (‘72)
- Complotto di
famiglia (‘76)
A cura di Francesco Lussu.