Dario Argento a "La Sapienza"

“Nel Buio” con Soavi, Simonetti, Cozzi, Stivaletti, Gastaldi e Margheriti

Gran finale alla manifestazione “NEL BUIO” tenutasi dal 4 al 13 marzo all’università “La Sapienza” di Roma; la giornata conclusiva è quella più ricca di nomi illustri, da Michele Soavi a Sergio Stivaletti, da Luigi Cozzi a Claudio Simonetti, da A. Margheriti a E. Gastaldi.

S'inizia con il simpatico montaggio fatto da Lorenzo Letizia e Gabriele Saffioti su alcune sequenze di films horror, in cui appaiono o vengono citate le persone nominate nel sommario.

Sergio Stivaletti inizia parlando del suo lavoro nel campo degli effetti speciali sia di Make up che digitali; in primis della sua unica, per il momento, regia M.D.C Maschera di Cera alla corte di Dario Argento e di Lucio Fulci, che senza la sua morte, avrebbe diretto il film, sicuramente dandogli un impronta diversa come ha sottolineato lo stesso Stivaletti; poi ovviamente il suo discorso passa sugli effetti dei film che sono tantissimi; dallo scioglimento, al fuoco, delle statue, all’incendio finale ripreso dall’esterno del museo; poi una battuta all’indirizzo di Soavi, quando era assistente di Argento in DEMONI, sullo spropositata richiesta dei guanti dei demoni, che prolungavano le riprese più del previsto.

Poiché l’ho citato passiamo proprio a lui uno dei cosiddetti eredi di Dario Argento, approdato da molti anni con successo alle fiction televisive soprattutto con LA UNO BIANCA.

Soavi torna però ai suoi lavori cinematografici, spiegando alcune scene di ripresa da DELIRIA, con la chiave mostrata in modo da renderla gigante (la salvezza della protagonista braccata dall’assassino mascherato da barbagianni); oppure della sequenza iniziale di “DELLAMORTE DELLAMORE”, realizzata con una lente “Innovision” (in dettaglio il teschio e il filo del telefono); delle rare apparizioni di Argento (La Chiesa e La Setta) sul set, mentre più rilevante era il suo apporto in fase di montaggio; l’importanza della pittura come rappresentazione di alcuni quadri in chiave gotica e onirica. Per finire ai suoi progetti futuri, come l’imminente SAN FRANCESCO per mediaset.

Si cambia argomento, restando però sempre in tema; è la volta dell’apporto della musica nel campo dell’Horror; la parola tocca ad un esperto vale a dire Claudio Simonetti, ex Goblin e attualmente leader dei Daemonia; Claudio ci spiega che il primo grande esempio d’accompagnamento musicale ad un film di paura risale a PSYCO, in particolare nella famosa sequenza della doccia, con un ossessivo stridolio di violini.

Quindi con Tubular Bells di Oldfield nella colonna sonora dell’ESORCISTA, arrivando finalmente al grande evento che lo riguarda più da vicino, la scelta vincente di Dario Argento per PROFONDO ROSSO, arrivata dopo che il gruppo dei GOBLIN, con altre denominazioni, proveniva da un genere molto rockeggiante nella tradizione di quel periodo dove incombevano gruppi come gli Yes, i King Crimson e i Genesis; Simonetti affronta poi il discorso sulla grande ricerca musicale fatta in SUSPIRIA, ricorrendo a degli strumenti particolari, dalle percussioni africane, come la tabla, al bouzouki.

Per finire sull’argomento Simonetti ha menzionato il lavoro dei GOBLIN in ZOMBI, prima e di MARTIN dopo, titolo inventato da Luigi Cozzi, eppoi modificato in WAMPYR, eseguito riciclando brani di repertorio del gruppo, ad eccezione di qualche pezzo nel finale..

Ho citato Cozzi; sentirlo parlare da un'immagine di uno che ha le idee molto chiare su tanti argomenti, come la distribuzione dei suoi films e in generale, sulla censura, sulla stretta collaborazione con Argento, prima sul set fino a quella commerciale sfociata nel negozio “PROFONDO ROSSO” di Roma, che tutti conoscono.

Luigi ha parlato dell’importanza degli pseudonimi adottati in tempi remoti da molti registi del genere, per una migliore distribuzione sul mercato straniero; i mancati progetti con Dario (Frankenstein e La Mummia) e il suo piatto forte, la fantascienza con quel piccolo gioiellino chiamato STAR CRASH  del 1978, che andò benissimo anche all’estero.

Non mi dilungo su Gastaldi e Margheriti perché non facenti parte della cosiddetta area”Argentiana”; ma ciò non vuol dire tralasciare il loro grande lavoro svolto; il primo come sceneggiatore di grido (oltre 100 titoli) il secondo come uno dei migliori registi del gotico italiano insieme con Mario Bava e Riccardo Freda.

Finale della serata con un interessantissimo e inedito filmato portato da Stivaletti sui suoi FX tratti da films come FANTAGHIRO’, DELLAMORTE DELLAMORE, IL FANTASMA DELL’OPERA e NONHOSONNO.

Dulcis in fundo la consueta caccia all’autografo e foto ricordo e un grande ringraziamento agli organizzatori.

                                                                                                           A cura di Francesco Lussu - Marzo 2002