Il Cartaio

Finalmente ci siamo;
l'attesissimo nuovo film di Dario Argento e approdato in ben 220 sale
di tutta Italia per risvegliare le nostre paure più profonde e lo fa qui a Roma,
con grande entusiasmo, al cinema Fiamma, stracolmo di fans in
delirio, v.i.p, in maggioranza facenti parte del cast artistico, ma anche
tecnico, che prima della proiezione hanno voluto salutare e ringraziare il
pubblico presente.
"Il Cartaio"
è un ritorno al giallo e di quelli tra i più classici del Maestro;
siamo nei pressi di Internet e si stà per giocare la partita della vita a
livello telematico tra un serial killer di turno e l' avvenente
poliziotta Anna Mari interpretata da una convincente e sempre brava Stefania
Rocca.
Una turista americana viene
rapita e il sequestratore, in caso di sua vittoria e conseguente perdita
da parte della polizia, ucciderà la ragazza, riprendendola con una web-cam.
La tecnologia è difatti, la
metafora più attuale per sviscerare il tema classico del cinema di Dario
Argento; il male, che come lui stesso definisce è quella cosa che non
conosce mai crisi.
Per fare questo, Argento si
è fatto affiancare dai suoi più tradizionali e fedeli collaboratori: Sergio
Stivaletti, con i suoi effetti speciali, questa volta più artigianali, ma
comunque sempre efficaci; Franco Ferrini per la sceneggiatura, sempre
presente in gran parte dei suoi film dell'ultimo periodo; il fratello Claudio
Argento come produttore; e il mitico Claudio Simonetti, autore
storico delle sensazionali musiche, qui in una colonna sonora innovativa (come
il film del resto...), tecno-disco, di forte impatto con le immagini che ha
letteralmente trascinato la pellicola in tutti i suoi momenti salienti; Ne
ricordiamo alcuni: le sfide al videopoker tra il maniaco e la polizia,
l'agguato alla poliziotta nella sua casa in puro stile Phenomena, con il vento
e la luna, il lungo inseguimento di corsa tra il giovane Muccino e Conchita
Puglisi (già vista nella precedente pellicola di Argento "Nonhosonno")
nei cunicoli sotto il Tevere, l'indimenticabile sequenza del Gianicolo
con la debacle del poliziotto inglese (accolta in sala con un lungo applauso)
interpretato da Liam Cunningham, che è un omaggio alla scena
conclusiva di "Tenebre", fino alla tragica conclusione
con una scena molto efficace con il treno, che strizza l'occhio a "Il
Gatto a nove code", anche se con risvolti diversi.
Nel film ci sono anche dei
velocissimi cameos di amici e collaboratori di Argento: Antonio
Tentori, nella scena del ritrovamento della seconda vittima; Franco
Vitale, fotografo di scena, nella parte di se stesso; ricordiamo anche il
prezioso apporto di Fabrizio "Roy" Bava,
figlio del più celebre Lamberto, qui come aiuto regista del montatore Walter
Fasano e del direttore della fotografia Benoit Debie, già visto in
"Irreversible".
Ambientazione romana, inedita,
a parte qualche eccezione, notturna e non che abbraccia tutta la capitale nei
suoi luoghi più caratteristici ma allo stesso tempo cupi e misteriosi;
curiosità una sequenza con la macchina che sfreccia nella notte con la Rocca
e Cunningham è stata girata proprio sotto la casa del sottoscritto.
Tra gli altri attori
ricordiamo anche Claudio Santamaria, Fiore Argento che torna a
lavorare con il padre in veste di attrice e suo padre, nella finzione,
il capo della polizia, interpretato da Adalberto Maria Merli.
Distribuzione che ormai è un marchio di fabbrica per tutte le ultime
pellicole argentiane, la Medusa.
Ora si volta pagina.
L'ultimo capitolo della trilogia, iniziata con "Suspiria" e
proseguita con "Inferno" è dietro l'angolo; si chiamerà
"La Terza Madre".
a cura di Francesco Lussu (Redazione Witchstory) - Roma
2 Gennaio 2004