
Jenifer di
Dario Argento
Una
macchina della polizia è ferma in un posto insolito. All'interno i due
occupanti fanno un break, ascoltando musica rock, una mosca fastidiosa
comincia a ronzare all'interno; uno dei due poliziotti decide di sgranchirsi
un pò le gambe. Dopo un pò vede una scena sconvolgente; un tale trascina una
ragazza sul bordo di un fiume, lei tenta di divincolarsi, ma rischia di
prendersi una mannaiata da questo squilibrato e solo l'intervento del
poliziotto la salva da morte sicura.
Franky libera la ragazza, in
apparenza bellissima, bionda, con un bel corpo, ma presto dovrà fare i conti
con una cruda realtà; il viso è deturpato, mostruoso, insostenibile da
vedere, ma fa tanta tenerezza...
Inizia cosi Jenifer
l'ultimo sconvolgente e inusuale film di Dario Argento, un crudo e
violentissimo adattamento del fumetto omonimo di Bernie Wrightson e Bruce
Jones.
Una Lolita moderna che
distrugge anime e corpi di uomini, animali, perfino adolescenti che
incrociano
il suo cammino.
Il poliziotto sposato con un
figlio, è quasi costretto a subirne le conseguenze in prima persona, cerca di
portarla lontano dalla sua casa, in una cascina in un bosco, ma anche qui le
"stragi" cannibalistiche continuano, fino ad un epilogo inaspettato.
Non c'è molto del classico
tocco registico di Argento, l'ambientazione, il sesso sfrenato, lo
splatter che mai avevamo visto in un suo film a questi livelli e anche la
musica di Claudio Simonetti, a parte il tema principale e un ottima
tracke durante un inseguimento nel bosco è molto classicheggiante, non certo
sullo standard delle precedenti colonne sonore.
Nonostante tutto, il buon Dario
si è fatto onore, attirando su di sé polemiche e minacce di censure x la
crudezza del film. Comunque una garanzia.
Redazione Witchstory