Le
Note Stregate di
Streghetta Marina
Stranamente
dentro di se sentiva un impulso, come una voce che gli diceva "Devi fare
quell'intervista, è importante" ma lui non ne capiva il motivo, Claudio
lo conosceva ormai da diverso tempo....
Si
ritrovò con la cornetta del telefono in mano, compose il numero cercando di
calmarsi e appena sentì la voce dall'altro capo riagganciò...
<<ACCIDENTI
A ME!>> urlò <<possibile sia così nervoso? Cosa mi sta
succedendo? Non è la prima volta che lo chiamo eppure...>> disse
dirigendosi in bagno a rinfrescarsi il viso.
Guardandosi
allo specchio <<Ora devi deciderti, fai l'uomo... chiamalo e fa il tuo
dovere, per me è molto importante, è l'ultima occasione...>>
Non
riuscì a spiegarsi ciò che accadeva e non capiva il significato di quelle
parole ma questa volta non avrebbe fallito.
Prese
nuovamente il telefono, compose il numero e appena sentì la voce <<Ciao
Claudio, sono Francesco!>>
<<Ciao,
come state tu e Streghetta?>>
<<Bene!
Senti, vorrei farti un'intervista ti va?>>
<<Lo
sai che mi fa sempre piacere vedervi, se ci tieni... dimmi dove e quando>>
<<Possiamo
fare sabato alle 21,00 a Villa Scott?>>
<<Come
mai in quel posto? E' lontano e abbandonato?>>
<<Non
so, forse l'atmosfera...>>
<<Se
preferisci così, a Sabato...>>
Sembrava
tanto difficile e invece. Non ne capì il motivo ma era euforico. Ora doveva
iniziare a pensare al da farsi, alle domande, alla scenografia... Chissà
perché aveva scelto quel posto. Tutti ricordavano la Villa solo perché Dario
Argento vi girò gran parte delle scene di Profondo
Rosso il suo film migliore quindi...
I
pensieri si affollavano nella mente di Francesco e mentre pensava si addormentò
davanti al televisore acceso...
<<Questa
sedia la mettiamo qui. I fiori stanno bene su questo mobiletto. Su questa
parete mettiamo il manifesto originale del film così crea l'atmosfera. Questo
specchio... Tu chi sei? Chi ti ha fatto entrare?>> esclamò vedendo quel
ragazzo che girandosi sparì <<strano eppure...>>
Riprese
a sistemare quando vide un'ombra. La seguì. <<Ancora tu? Non puoi stare
qui!>> gli disse seguendolo in una stanza.
Ad
un tratto iniziò a sentire uno strano bisbigliare...
<<Che
sta succedendo? Chi c'è qui? Se è uno scherzo non mi sto divertendo...
Claudio sei tu?>>
"Io
ti conosco... Sei stato tu..." Sentì nell'oscurità.
<<Lo
scherzo è durato anche troppo, non mi sto divertendo, fatela finita.>>
In
quel momento sentì una nenia infantile.
<<Il
film l'ho visto, inventatevi qualcosa di nuovo>>
"Qualcosa
di nuovo... Qualcosa di nuovo... Qualcosa......."
<<Che
bravi, ora anche l'eco state migliorando e poi?>>
<<E
poi cosa?>> gli rispose una voce.
<<Chi
sei?>> chiese nuovamente.
<<Padrone
sono io?>>
<<Ma
che vai blaterando, io non ti conosco..>>
<<Non
ricordate? >>
<<Non
so di cosa stiate parlando, io sono qui per un'intervista...>>
<<Padrone
tornate in voi. Questa è l'ultima occasione.>>
<<Tra
poco vedrò il grande Claudio Simonetti>>
<<Lui
può aiutarvi? Che cosa fa?>>
<<E'
un musicista, uno dei suoi brani più famosi è "Profondo Rosso"
dell'omonimo film che in parte è ambientato anche in questa villa, ha capito
ora?>>
<<Musiche,
film? Che dice padrone, qui non c'è stato più nessuno da quando è successo
quello strano fatto.>>
<<Forse
sta parlando di quel bambino che ha visto uccidere il padre?>>
<<Signore
quello è un film, io parlo della seduta spiritica in cui lei...>>
<<Mi
sta facendo perdere la pazienza, ora me ne vado!>>
<<Padrone
mi dia ascolto torni in se, altrimenti sarà tutto perduto..>>
<<Si,
si, me ne pentirò... Sicuramente ora apparirà un mostro con in mano
un'accetta che mi farà a pezzi e mi mangerà... booh booh sto tremando
tutto..>>
In
quel momento un fruscio e una strana nebbia, vide un uomo seduto in una
poltrona davanti ad un televisore acceso e un'ombra che si avvicinava... Urlò
si dimenò, cercò di svegliare quell'uomo che continuava a dormire... L'ombra
venne illuminata dal televisione, era una donna che visto l'uomo dormire
spense l'apparecchio.
Aveva
assistito a tutta la scena incredulo, cosa gli stava accadendo? Era lì ma non
era lì. Iniziò ad avere paura. Pensò che forse era meglio se lasciava
parlare quello strano tipo, ma che ne poteva sapere lui? Forse tutto dipendeva
da quella strana festa cui aveva partecipato, e ora? Come poteva rientrare nel
suo corpo?
In
quel momento <<Allora padrone ora siete convinto? Mi credete
finalmente?>>
<<Io
non so chi sei ma se puoi fammi tornare nel mio corpo...>>
<<Che
dite? Voi non vi siete mai mosso di qui!>>
<<Prima
mi trovavo nel salotto di casa mia...>>
<<Prima
quando? Non vi siete mosso da qui. Sono secoli che viviamo in questa
dimora>>
<<Voi
siete pazzo, prima ero nella mia casa... pensate che non sappia chi
sono?>>
<<Siete
confuso, guardatevi allo specchio.>>
<<Non
sono stupido, so benissimo come sono fatto, in ogni caso vi accontento.
Ecco!>> disse ponendosi di fronte allo specchio <<Ma! Cosa! Che
significa? Chi sono?>> urlò spaventato.
<<Non
ricordate? Sono secoli che viviamo in questa villa sperando che qualcuno rompa
la maledizione. Questa è la nostra ultima occasione... e come vedo su di voi
già s'incominciano a vedere i segni, non riuscite più a distinguere la realtà.>>
<<Io...>>
<<Non
vi preoccupate, come avete detto questa persona è un musicista, forse nulla
è perduto, ora silenzio sento dei passi...>>
<<Francesco,
Francesco dove ti sei cacciato? E' un'ora che ti aspetto di fuori, perché non
hai aperto prima?>> disse Claudio entrando.
Nessuno
rispose.
<<Accidenti,
vuoi vedere che mi sono confuso? Forse l'appuntamento non era per
oggi...>> mentre rifletteva sentì degli strani rumori provenire dalla
stanza accanto così aprì la porta.
Lo
stupore fu tanto, quella casa era abbandonata ma in quella stanza trovò un
pianoforte ben conservato e pulito. Si sedette ed accenno alcune note per
vedere se fosse accordato. Con sua meraviglia notò che quello strumento non
solo era accordato ma emetteva note dolcissime e soavi. I suoi occhi si
posarono su una pergamena sul coperchio. La prese e la aprì. C'era disegnato
un pentagramma con delle note sopra "A
- A - E - A - A - D....." cosa potevano significare? Iniziò a
strimpellare il pianoforte sperando di capirci qualcosa...
<<Padrone,
ho paura che neanche lui riuscirà a decifrare quella pergamena...>>
<<Se
c'è uno in grado di farlo sicuramente è lui. Ha composto molte musiche,
suona da tantissimi anni ed ha fatto anche il conservatorio, la musica per lui
non ha segreti, abbiate fiducia. Come hai detto tu è la mia ultima speranza,
così non posso far altro che sperare... A detta di quel Francesco lui è il
migliore, per questo l'ho scelto. Ma, tornando a noi, dimmi cosa stavo facendo
quando...>>
<<Non
ricordo molto, so solo che avete preso parte ad una seduta spiritica e
all'improvviso siete sparito dopo un diverbio... Da quella sera molte cose
sono cambiate e l'unica maniera per invertire gli eventi è quella di
decifrare quella pergamena, solo allora saremo liberi...>>
In
quel momento nella stanza si udì il trillare del telefonino, Claudio sobbalzò
talmente era assorto nella musica; stranamente non rispose, lo lasciò suonare
a vuoto osservandolo con uno sguardo interrogativo <<Ma si! Perché non
ci ho pensato ? Forse...>>
Prese
il cellulare, cercò nelle suonerie e vide che in effetti le note erano
inserite con delle lettere e allora riprese la pergamena e aiutandosi con le
sue tante musiche cercò di decifrare le lettere, alla fine capì <<E'
talmente ovvio, perché non ci ho pensato subito. Sono a Villa Scott quindi
quale altra melodia poteva essere se non quella di Profondo Rosso?>> e
iniziò a suonarla.
Le
note iniziarono a diffondersi nella casa abbandonata e piano piano la dimora
sembrò come animarsi e tutto tornò nuovo e pulito. Vide delle persone che si
sedevano intorno ad un tavolo ed una donna che entrò nella stanza
osservandolo. Lui iniziò ad essere un po' preoccupato quella situazione non
gli piaceva. Fare musiche per i film va bene ma diventarne parte... In quel
momento entrò una persona che a lui parve conoscere e la chiamò
<<Francesco?>>
L'uomo
si avvicinò <<Io non sono Francesco ma Grazie, finalmente le mie
sofferenze sono finite>> si diresse verso la donna << Io non
prenderò parte a questa seduta, voglio la mia vita...>> e uscì dalla
stanza...
In
quel momento la casa tornò nuovamente in abbandono e Simonetti si scostò
inorridito da quel pianoforte scassato e tutto ricoperto di ragnatele
<<Ma cosa? Non ci capisco più nulla.. Che succede?>>
<<Mi
hai fatto finalmente tornare a casa, Grazie! >> sentì nell'ombra.
Uscì
dalla casa ancora incredulo e mentre chiudeva la porta sentì riecheggiare
nell'oscurità e nel silenzio le note di Profondo Rosso che a lui avevano dato
il successo ma a qualcun altro la libertà......
Per
il Carissimo Claudio Simonetti da Streghetta Marina 14/1/2002