Malisa Longo
Questa
volta l’intervistata è un attrice degli anni ’70 e ’80 che ha lavorato
anche con Lucio Fulci, buona lettura….
M. Sulpizi: Devo
confessarle che mi ha fatto molto piacere scoprire che è una donna molto
creativa, e per questo
vorrei
chiederle come mai ha deciso di cimentarsi anche nella letteratura "Erotica"?
M. Longo: Ho
cominciato con le sceneggiature, poi ho deciso di scrivere un libro "Così
come sono" del quale Tinto Brass mi ha
fatto l'introduzione . Scrivere era nella mia indole, è stata una
maturazione. Negli anni '70 ero considerata un sex simbol, ma l'erotismo non
sapevo nemmeno da che parte cominciava. Ero una bella ragazza, e questo, per i
canoni dell’erotismo, bastava. Insomma ero il classico oggetto
dei sogni, degli uomini naturalmente. Prendendo coscienza del mio essere
donna, mi sono accorta che l'erotismo, noi donne lo viviamo diversamente, e il
cosiddetto erotismo "classico" è una prerogativa
principalmente maschile. Con il mio libro ho voluto raccontare il mio modo di
vedere l'erotismo, prevaricando certi luoghi comuni. E credo di esserci
abbastanza riuscita. Però, non è finita qui, ho altri progetti in mente. Sto
preparando un libro di poesie che si chiama "Il cantico del corpo".
Il corpo con il linguaggio dei sensi in rima: gli occhi, le labbra, il seno,
il sesso, le mani, i piedi.
F. Lussu: Ci
parli dei suoi inizi e del suo primo film di genere "Horror",
il famoso e Hitchcockiano "UNA SU L'ALTRA"
di L. Fulci, primo esempio di lesbo
triller.
M. Longo: Ho
cominciato per caso, ero giovanissima e, prima di fare l'attrice ho
fatto la fotomodella. Caso
strano il
mio
primo film è stato con Lucio Fulci. E,
caso strano, ho lavorato anche nell'ultimo film di Fulci.
Sembra un cerchio che si chiude, con molta fantasia si potrebbe anche scrivere
una sceneggiatura.
M. Sulpizi:
La sua immagine di personaggio crudele e spietato, si contraddistingue in
molti film di genere porno-nazi come "Salon Kitty"
il grande esordio di Tinto Brass, poi
"Ilsa la Belva..." e "Fraulen...":
e d'accordo su quest'etichetta di "Bad woman"?
M. Longo: Devo
specificare che non ho mai fatto films o scene porno.Tuttavia ho saputo che
qualche produttore scorretto ha aggiunto, in alcuni dei miei films, delle
scene hard con delle controfigure. Se si guarda bene si vede che non sono io.
Per quanto riguarda l'etichetta di bad-women sono pienamente d'accordo. Era il
mio cliché, a causa del mio fisico prorompente e della personalità che
dicevano...aggressiva. Però, in realtà questi ruoli mi divertivano un mondo,
poiché intimamente io mi sentivo all'opposto.
F. Lussu: Parallelamente
la sua carriera ricorda molto quella di un'altra grande attrice di genere,
scomparsa da poco e cioè "Ria De Simone";
anche lei stesso curriculum commedie casarecce,
porno-nazi
e qualche horror, l'ha mai incontrata e che ricordo le ha lasciato?
M. Longo: Io
e Ria De Simone abbiamo lavorato
insieme solo una volta, e non nel cinema. Ero la soubrette di "Bentornata
Signora Rivista" e lei era la mia
antagonista, cioè la "soubrettona", come si dice in gergo. Ma non
mi sembra d’avere avuto niente in comune, con lei. Eravamo tipi e
fisici differenti.
M. Sulpizi: Torniamo
a Fulci, dopo il suo esordio ha
lavorato con lui nei "Frati Rossi"
con Lara Wendel film in teoria solo
presentato dallo scomparso regista e diretto da Martucci,
molti ancora non si spiegano come mai sia addebitato a lui, solo per aver
curato gli FX. Dove è stato girato e che ricordo ha?
M. Longo: Il
film "I Frati Rossi"è stato
girato a Roma ed è uno dei pochi film di cui sono stata soddisfatta per la
mia interpretazione. Sul set mi sono trovata molto bene. Oltre la Wendel
c'era anche Gerardo Amato, però Fulci
non l'ho mai visto.
F.
Lussu: Dulcis
in fundo "Un Gatto nel cervello"
da molti considerato un piccolo cult movie, pieno di sequenze splatter; forse
è proprio la sua morte quella meno impressionante: strangolata con una corda
del pianoforte. Chiudiamo la parentesi Fulci
con un suo giudizio sul regista e sul rapporto misogino che aveva con le
attrici.
M. Longo: La
mia morte è stata poco impressionante forse perché per me morire era
un'abitudine.. Sarò morta almeno cinque-sei volte. Però ogni volta che
morivo mi divertivo molto, forse per esorcizzare la tensione che c'era sul
set. Però, quella volta non mi sono divertita per niente.. Mi
ricordo la scena del gatto che scopriva il mio cadavere. Ero sepolta e, anche
se avevo una presa d'aria, avevo una sensazione d'angoscia terribile.
M. Sulpizi:
Recentemente l'abbiamo vista ospite in una trasmissione su "LA
7" che parlava di sesso, forse la
sua partecipazione era dovuta al fatto che ha deciso di cimentarsi nella
letteratura erotica? E perché si vede pochissimo sul piccolo
schermo?
M.
Longo: Sì,
ho partecipato alla trasmissione di "LA 7"
come scrittrice erotica. Il tema della trasmissione era
"Sesso, castità, perversione".
Non so perché mi si vede poco sul piccolo schermo. So solo che non sono una
che vuole apparire a tutti i costi. Certi modi di essere, e certe
mondanità, giusto per farsi vedere, non mi appartengono e mi annoiano da
morire. Io sono disponibilissima, però quando vedo certa volgarità e
mancanza di rispetto, mi chiudo come un riccio e forse reagisco in modo
sbagliato. Lo so che per raggiungere certi obbiettivi bisogna
passarci sopra ma è più forte di me. E poi i miei interessi sono cambiati.
Scrivere mi diverte, mi piace, mi sento appagata. Però sul piccolo schermo
penso che ci tornerò presto, e potrebbe essere anche sul grande, ma ne deve
valere la pena.
M. Sulpizi: Per finire lei ha avuto
la possibilità di fare la fotomodella, l'attrice, la soubrette, la
conduttrice, la sceneggiatrice e per finire la regista ed anche la scrittrice,
ma di tutte queste cose quale la coinvolge totalmente?
M.
Longo: Scrivere e recitare sono
le cose che preferisco. Sono due cose talmente totalizzanti che si
assomigliano. In fondo la recitazione, per un attore, è lo svolgimento della
scrittura. Io quando scrivo è come vedessi un film. La vita è un film. Però
sono attratta anche dalla regia. In fondo per vedere il film che c'è nella
mia mente ci deve essere un regista che lo tira fuori. E quel regista
potrei essere io.
La ringraziamo per la sua
disponibilità e speriamo continuerà a visitare il nostro sito.
A cura di Francesco Lussu e Marina Sulpizi
FILMOGRAFIA HORROR
-
Una su l’altra (1969)
di L. Fulci
-
Nude si Muore (1970) di
A. Magheriti
-
I Frati rossi (1988) di
A. Martucci
-
Un Gatto nel cervello
(1990) di L. Fulci