Maurizio Guarini

Poteva mancare, sul nostro sito, un’intervista ad un componente dei Goblin? Certo che no e così la mia scelta è andata non su uno dei “Folletti” originali, bensì sul quinto elemento meno conosciuto al grande pubblico, sto parlando del secondo tastierista Maurizio Guarini. Buona lettura….

F. Lussu: La prima domanda sorge spontanea: Come mai hai deciso di trasferirti da Roma in Canada, oltretutto per un simpatico gioco del destino nazione dell'unico sito ufficiale dei Goblin, fermo però dal 1999?
M. Guarini: Niente a che vedere col sito ufficiale dei Goblin... Come probabilmente sai mi occupo anche d’informatica oltre che di musica. Nel ‘95 mi è capitato di venire qui in Canada un paio di volte per lavoro, e ho scoperto che vivere qui è sicuramente un'altra cosa (almeno per me). Più rispetto tra la gente, più professionalità nel lavoro, più attenzione per le cose vere e meno perdite di tempo per cose inutili. L'elenco potrebbe allungarsi all'infinito. Io e Cinzia (mia moglie) abbiamo voluto fare un tentativo: alla fine del’98 ci siamo trasferiti qui (abbiamo aspettato quasi un anno per avere i permessi) per vedere se le cose erano veramente così come sembravano. Siamo ancora qui, quindi pensiamo di aver fatto la scelta giusta. Nuovi amici, nuova lingua (ahimè, a quest’età non è facile), nuove abitudini, altro modo di vivere... Soprattutto adesso ci sentiamo un po' più cittadini del mondo.

F. Lussu: Sei entrato nei Goblin durante la storica tournee di "PROFONDO ROSSO": cosa ricordi di quei memorabili anni settanta culminati con il vostro mitico concerto al Teatro Nuovo di Torino e poi di quello al Teatro Olimpico di Roma con R. Cocciante?
M. Guarini: Ho iniziato a fare il tastierista intorno al 1970. In quel periodo l'attività musicale era molto viva ed ero sempre in giro con vari gruppi a suonare nei cosiddetti festival pop. In quel periodo ho suonato principalmente rock. Dopo aver ascoltato alcuni dischi dei Gentle Giant (un gruppo inglese abbastanza conosciuto quel periodo) ho cambiato totalmente il modo di vedere la musica: ho cominciato a vedere le note e le divisioni ritmiche come qualcosa con cui giocare, e fare invenzioni sempre nuove. I Gentle Giant sono stati (e forse sono tuttora) uno dei miei punti di riferimento. Intorno al 1973 la mia attenzione si è cominciata a spostare più verso il jazz/rock. Ascoltavo gruppi come i Soft Machine o i Nucleus, e suonavo quel tipo di musica nei locali jazz di Roma con i miei amici musicisti (a parte una parentesi nel 1974 in cui ho suonato in tour con Loy e Altomare, un duo che faceva musica simil-country). In pratica vivevo nelle cantine attrezzate a studi e nelle sale prove. Fu proprio in uno di questi studi che ho conosciuto Massimo Morante, che in occasione del successo di Profondo Rosso mi contatò per invitarmi ad entrare nel gruppo per fare i concerti dal vivo. La primissima formazione era composta da Massimo, Fabio, Claudio, me stesso e David Walter, un batterista inglese che in quel periodo viveva a Roma. Abbiamo messo su il repertorio e abbiamo fatto la prima serata ufficiale a Caserta nel Settembre 1975. A David subentrò Agostino e l'11 Novembre 75 iniziammo, con debutto a Roma, la lunga tournee insieme a Riccardo Cocciante (Torino fu il secondo concerto, credo). La tournee durò un paio di mesi, senza soste, ed ebbe un grande successo. Per un periodo eravamo addirittura primi (noi) e secondo (Cocciante) in classifica.

F. Lussu: Nel 1976 partecipi al primo lavoro in studio con il gruppo "ROLLER", un disco autonomo senza influenze cinematografiche (anche se poi sarà inserito in "Martin" di Romero); il disco vendette oltre 10.000 copie ma fu considerato un mezzo flop, secondo te perché?
M. Guarini: La casa discografica non lo pubblicizzò abbastanza. In effetti, dopo Profondo Rosso e i concerti dal vivo ricevemmo offerte da altre case discografiche, che probabilmente avrebbero avuto più risorse e più esperienza per sfruttare il buon momento a livello commerciale. Purtroppo non avemmo il coraggio di lasciare Bixio. Non tutti eravamo dello stesso parere, eravamo poco più che ventenni... E' andata così.

F. Lussu: Sempre nello stesso anno partecipaste alla promozione del brano omonimo in un festival con molti gruppi italiani in "auge" in quel periodo (La Bottega dell'Arte, Gli Albatros, ecc..) ripreso anche dalla TV, resterà la tua unica apparizione sul video con i membri originali, cosa ricordi di quella manifestazione?
M. Guarini: Non ricordo molto di quel periodo. Ricordo solo che dopo la tournee abbiamo continuato a fare serate per molto tempo, anche per promuovere Roller.

F. Lussu: Successivamente sei uscito dai Goblin per tornarci quando, due artefici come Simonetti e Morante, se ne erano andati; con Pignatelli e Marangolo hai fatto "Contamination" "Notturno" "ST. Helens" e in parte "Buio Omega" e "Patrick" quali di questi dischi ti ha soddisfatto di più a livello compositivo e commerciale?
M. Guarini: Forse St.Helens è stato il più coinvolgente, anche perché era la prima volta che usavamo l'orchestra. Tra l'altro in quell'occasione abbiamo fatto il mix a Los Angeles e questo mi ha permesso di conoscere della gente e di allargare un po' la mia visione generale delle cose.

F. Lussu: Come mai appari nell'edizione speciale per il "25'" anniversario Cinevox riguardante la colonna sonora di "Zombi", che a tutti gli effetti è della formazione base a quattro?
M. Guarini: Non ricordo esattamente se ho suonato o no in Zombi. Probabilmente sì.. Nel mio andirivieni con i Goblin, è possibile che io abbia suonato in alcuni dischi come collaboratore senza comparire ufficialmente come parte del gruppo. Ti sembrerà strano, ma in quel periodo l'attività in sala di registrazione, come session man in genere, era talmente frenetica (anche due o tre sale differenti al giorno per lavori completamente diversi) che magari non ricordavo in quale disco avevo suonato la settimana prima.

F. Lussu: Stesso discorso per la riedizione di "Shock" dei Libra, che esce in Italia proprio in questi giorni?
M. Guarini: Non ne ho idea.

F. Lussu: Nel 1982 i "Goblin" si riuniscono in una formazione assolutamente inedita per l'LP "VOLO", solo tu e Pignatelli siete quelli ufficiali, ed, infatti, il disco è ben lontano (a parte "EST") dal vostro stile inconfondibile; però avete "rischiato" di partecipare al Festival di Sanremo e successivamente il video della "Title track" è stato la sigla di "Disco Ring": perché questa rivoluzione?
M. Guarini: Tentativo di cambio di rotta? Non presi parte a questa decisione (il cambio di genere musicale, intendo). Fu Fabio che organizzò tutto, all'inizio, d'accordo con la Cinevox. Mi fece sentire delle cose, mi chiese se volevo essere della partita e io accettai. D'altra parte non eravamo nuovi a quel genere di musica. Parallelamente ai Goblin, negli anni precedenti, avevamo partecipato come musicisti all'esecuzione di molti dischi d’altri artisti, ed eravamo perfettamente affiatati anche con Derek Wilson e Marco Rinalduzzi, con cui suonavamo spessissimo. "Volo"è' stata un'esperienza che io personalmente considero senz'altro positiva. Tra l'altro è in quell'occasione che ho conosciuto Cinzia Cavalieri, che ha scritto i testi, e che è la donna con cui vivo attualmente.

F. Lussu: Ultima: sei attualmente "manager" di un importante azienda di software per computer, resterà la tua definitiva attività o hai intenzione di tornare a suonare, magari ancora con i Goblin?
M. Guarini: Non ho mai smesso di comporre e di suonare. Diciamo che da un po' di tempo a questa parte non suono in giro. Ho messo su uno studio in casa e ho fatto alcune cose negli ultimi anni. Dopo qualche mese dal mio arrivo in Canada ho fondato due società, e tuttora la mia attività principale, quella in pratica che mi permette di sopravvivere, è nel settore informatico, ma mi ritengo comunque un musicista. Qui ci sarebbe da fare un lungo discorso, in merito: cercherò d’essere breve. Ho sempre cercato di evitare di essere costretto a trovare qualcosa da fare per guadagnare; ho provato a rigirare le cose: se facevo la cosa che mi entusiasmava di più al momento, sicuramente mi ci sarei impegnato al massimo, e prima o poi sarebbe saltato fuori qualcosa per cui qualcuno sarebbe stato disposto a pagare perché lo facessi. Con la musica sono stato fortunato e il sistema ha funzionato. Dopo qualche anno e molta esperienza l'entusiasmo iniziale è cominciato a venire meno: la musica era diventata un lavoro, e a volte suonavo solo per guadagnare: non mi divertivo più come all'inizio. Allora ho pensato di dedicarmi giorno e notte a quello che mi entusiasmava di più al momento: scrivere software. Mi sentivo più libero e creativo ad inventare algoritmi in assembler che a suonare musica che non mi piaceva o a sottostare a decisioni artistiche che ritenevo sbagliate: ho vissuto una decina d'anni a cavallo tra musica e computer, e piano piano ho cominciato a guadagnare più con l'informatica che con la musica, anche a causa della crisi del settore discografico dopo metà anni ottanta. Ora il ciclo si sta ripetendo: suono la mia musica, non ho costrizioni, mi sta ritornando l'entusiasmo iniziale. Sicuramente tornerò a suonare in giro, e probabilmente questo avverrà molto presto. Non so se suonerò mai più con i Goblin. Non sono molto in contatto con loro, vista anche la distanza. Ma non si sa mai...

Ti ringrazio per quest’intervista, farà sicuramente felici i numerosi fans dei Goblin che visitano il nostro sito, a cui la dedico.

                                                                               A cura di Francesco LussuFolletto Frenk