Rassegne

ITALIAN HORROR FESTIVAL

In occasione della serata di apertura dell'Italian Horror Festival , che si svolgerà dal 22 al 27 agosto allo Stabilimento Tirrena di Anzio, sarà presente Claudio Simonetti con i Daemonia. Prima del concerto presentera', insieme al regista Gerard Diefenthal, il teaser del suo film "THE DARKSIDE", del quale sta scrivendo le musiche.
Verranno proiettati i due videoclip dei Goblin "Profondo Rosso" e "Roller", diretti e montati da... Luigi Pastore lo scorso Maggio e a seguire, dopo il concerto, la proiezione del film "COME UNA CRISALIDE", sempre del grande Luigi Pastore scritto da Antonio Tentori dove hanno partecipato in veste di....Daemonia in concerto. Mentre Claudio Simonetti con i Daemonia suonano in un locale viene uccisa una povera "ma bella" lap dancer.................da vedere!!!

In occasione del suo trentesimo compleanno torna il Fantafestival, con un edizione più ricca, dal 25 maggio al 6 giugno presso le sale del Cinema Embassy, del Nuovo Cinema Aquila e del Cinema Trevi

Marco Werba sarà ospite della trentesima edizione del “FANTAFESTIVAL”, organizzata da Adriano Pintaldi ed eseguirà dal vivo le musiche del film Giallo di Dario Argento, suonando al pianoforte i temi musicali in sincrono con le immagini. Al termine della serata sarà premiato per le musiche del film Giallo presso il cinema Embassy di Roma, il 25 Maggio alle ore 20.30

IL 1° FANTASY HORROR AWARD - Fantasy (canale Sky 132) presenta il 1° FANTASY HORROR AWARD, 19-20-21 Marzo 2010, Orvieto.

Fantasy è lieto di annunciare la nascita dell’evento imperdibile del 2010 per tutti gli amanti dei generi fantastici: il Fantasy Horror Award! La kermesse si terrà a Orvieto, nella prestigiosa cornice del Teatro Mancinelli e in altre sedi della meravigliosa cittadina umbra.

 
Il Fantasy Horror Award sarà un festival che spazierà a 360 gradi nel mondo del fantasy e dell’horror. Sarà una vera festa di cinema, serie TV, fumetti, musica, giochi, letteratura. Sedici premi – rappresentati da altrettante raffinate statuette – verranno assegnati a importanti registi, attori, artisti effetti speciali, produttori, fumettisti, scrittori, editori e sceneggiatori internazionali.
La programmazione sarà completata da numerosi eventi speciali (per bimbi, adolescenti e adulti). Premiazioni, mostre, dibattiti, anteprime cinematografiche e noti personaggi di film e cartoon a disposizione del pubblico che vorrà intervenire alla manifestazione di Orvieto. Un evento per tutti e aperto a tutti.
Il festival ha già iniziato le sue attività con il Premio Letterario “Fantastique”, una grande gara letteraria aperta a tutti gli autori di racconti di genere fantasy, Sci Fi e horror; e il premio Fantastic Land, dedicato ai fumetti, in collaborazione Star Comics. Entrambi i premi porteranno alla pubblicazione dei vincitori.
Un grande festival realizzato da Fantasy e dal Comune di Orvieto in collaborazione con Fun Factory Entertainment e con l’associazione Art Maco Ballet
 
Dario Maria Gulli – Art director

Dario Gulli è da anni uno dei protagonisti italiani più eclettici e attivi nel mondo dell’horror e del fantastico, e non solo.

È uno degli sceneggiatori del maestro del cinema horror Brian Yuzna. Oltre ad aver scritto film, serie TV (tra cui cartoni animati per Rai/Crayons, come Tip&Dooley), saggi e manuali tecnici, fumetti (fra questi Wall after Wall, con i disegni di Alberto Ponticelli, pubblicato in 12 nazioni e trasportata in musica dal gruppo rock Sweeper; e Hollywood Noir, con con Dick Giordano e Joe Rubinstein), ha anche scritto e diretto un lungometraggio (Kairos&Kronos) e numerosi corti, nonché curato la regia di moltissimi videoclip per Sony, BMG, Tutumpà, e tante altre compagnie in Italia e all’estero.
Gulli da anni fornisce la propria consulenza come script doctor a importanti società cinematografiche americane e a diversi network. Attualmente, ha finito di scrivere il film The Dumb per One More; con Brian Yuzna sta sceneggiando due nuovi film (fra questi il prossimo The Censor) e codirigendo una serie TV per la cable americana. Gulli ha anche diretto varie riviste da edicola e fumetteria, lavora come editor per la Star Comics (per la quale ha curato e cura diverse serie italiane di successo) e cura numerose pubblicazioni letterarie horror per editori italiani (tra cui Gargoyle Books) e stranieri. Gremese Editore ha pubblicato i suoi manuali: Scrivere horror (applicato come testo in diverse università), Regia e inquadrature, e sta per uscire Scrivere una sitcom.
Per Funfactory Entertainment, Gulli ha appena concluso le riprese di una nuova serie TV, alla quale ha partecipato anche Sergio Stivaletti (la serie è destinata al mercato internazionale e il prossimo anno verrà distribuita in Italia) e il documentario Parental Advisory, i limiti del visibile nel cinema horror (che vede la partecipazione di Paolo De Crescenzo, Antonio Tentori, Gianfranco De Turris, Sergio Stivaletti, Gabriele Albanesi, e varie altre figure di spicco del panorama horror italiano).
A marzo 2010, Gargoyle Books pubblicherà il suo romanzo Prima del buio.

 

01/02/2010 – Dopo aver annunciato Dario Argento, Robert Englund, Brian Yuzna, Federico Zampaglione e Jaume Balaguerò, il Fantasy Horror Award annuncia altre cinque guest star del mondo della TV, cinema e letteratura.
Doug Bradley (Hellraiser), Lamberto Bava (Demoni), Milan Todorivic (Zone of the Dead) Carlo Lucarelli (Blu Notte), e Nicolas Winding Refn (Valhalla Rising) sono i nuovi nomi che arricchiscono le fila di ospiti per il festival di Orvieto, promosso da Fantasy Channel di Sky, in programma per il 19-20-21 marzo. Ma restate sintonizzati, perché nei prossimi giorni saranno annunciati altri cinque artisti.

 

Carlo Lucarelli


Scrittore noir (tra i suoi libri bestseller come Almost Blue) è sceneggiatore cinematografico, radiofonico, giornalista e saggista sul mondo del crimine. Autore e conduttore televisivo, in Blu notte – Misteri italiani, dal 1998 indaga i più inquietanti delitti irrisolti. Ha creato il serial L’ispettore Coliandro, e collabora al fumetto horror Cornelio.

 

 

Doung Bradley


Volto e voce del terrificante Pinhead. Il capo dei cenobiti appare la prima volta nel film Hellraiser (1987), diventando una delle icone più rappresentative del cinema horror contemporaneo – tanto da ritornare, sempre più cattivo, in sette altri lungometraggi. 
Ha lavorato inoltre in diverse serie TV e vari film horror. Il suo prossimo film sarà Exorcismus.

 

 

Lamberto Bava


Esordisce alla regia nel 1980 con Macabro. Dirige molti film, alcuni destinati a divenire classici dell’horror, come i due capitoli di Demoni e Le foto di Gioia, che contribuiscono all’affermazione internazionale dell’horror “italian style”. Dal 1987 in poi si dedica anche alla regia di diversi film per la TV, tra cui la celebre saga fantasy Fantaghirò.

 

 

Milan Todorovic


Ha lavorato come assistente alla programmazione cinematografica per Politika Television, e in veste di critico cinematografico; nonché per lo Screen Actors’ Film Festival di Nis. Dal 2005 è a capo di Talking Wolf Productions. Zone of the Dead, grande sorpresa del 2009 dell’horror serbo, diretto con Milan Todorovic, è il suo primo lungometraggio.

 

 


Nicolas Winding Refn


Ha solo 24 anni quando riceve la proposta di trarre un lungometraggio da un suo short: nasce così l’acclamato Pusher. Seguono Bleeder, selezionato per il festival di Venezia, e Fear X, con John Turturro. Quindi rende Pusher una trilogia. Dopo altri lavori e riconoscimenti, dirige il poderoso fantasy che presenterà al festival: Valhalla 

 

Brian Yuzna


Regista, produttore e sceneggiatore famoso per horror cult come Society, The Dentist, la saga di Re-Animator, ma anche per sceneggiature brillanti come quella  dell’indimenticabile film Disney Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi. Ha fondato la casa di produzione Fantastic Factory, una label della Filmax. Attesissimo il suo ultimo lavoro: Amphibious 3D.

 

 

Dario Argento


Uno dei più importanti maestri del thriller-horror, e probabilmente il più famoso regista italiano vivente al mondo. Tra i suoi film più celebri, realizzati dal 1969 a oggi, ricordiamo Profondo rosso, Suspiria, Phenomena, Opera, Quattro mosche di velluto grigio e molti altri capolavori che gli sono valsi l’appellativo di “Maestro del brivido”.

 

 

Jaume Balaguerò


La voce più importante della vivace nuova scena horror spagnola. Il suo primo lungometraggio è il disturbante Nameless. Dirige due perle come Darkness e Fragile: i due film lo consacrano come nuovo maestro dell’horror. Nel 2007 gira insieme a Paco Plaza il claustrofobico e sperimentale [Rec]. Nel 2009 esce il seguito, che non delude le aspettative.

 

 

Robert Englund


Dopo piccoli ruoli in molti film negli anni Settanta, sale alla ribalta grazie a un ruolo in V – Visitors. Ma il grande successo arriva nel 1984 con il film di Wes Craven A Nightmare on Elm Street, in cui dà volto per la prima volta a Freddy Krueger – il serial killer degli incubi –, uno dei cattivi più riusciti e amati della storia del cinema horror.

 

 

Federico Zampaglione


Musicista e frontman dei Tiromancino, debutta nel 2006 dietro la macchina da presa con la black comedy Nero bifamiliare. Nel 2009 arriva invece Shadow, suo primo sorprendente film horror, presentato anche al FrightFest di Londra e accolto con vero entusiasmo, tanto che il critico Alan Jones ha dichiarato: “La rinascita dell’horror italiano inizia da qui”.

 

 

Fantasy (Canale 132 di Sky) finalmente può annunciare gli attesi dettagli che riguardano il Primo Fantasy Horror Award  che si terrà a Orvieto dal 19 al 21 marzo 2010. Dario Gulli, il direttore artistico dell’evento, ha  ufficializzato i primi nomi per incuriosire stampa e appassionati del settore.

«Alla serata finale, che sarà trasmessa in molte nazioni europee, parteciperanno artisti come Brian Yuzna (Society, Reanimator), Jaume Balaguerò (Rec, Darkness), Dario Argento (Profondo Rosso, Suspiria), Robert Englund (A Nightmare On Elm Street) e Federico Zampaglione, già frontman dei Tiromancino, al suo entusiasmante esordio come regista horror con Shadow. A giorni  annunceremo gli altri ospiti  che sono delle vere e proprie icone del settore cinematografico e televisivo, al pari di Dario Argento, Yuzna e Balaguerò».
L’evento finale si terrà il 21 marzo a Orvieto; le tre nomination per ognuno dei 16 premi che verranno assegnati saranno ufficializzate il 25 febbraio 2010. Gli eventi collaterali all’award saranno 15 e cominceranno dal 19 marzo. Ogni evento sarà gratuito.

«Durante i tre giorni  dello spettacolo (dal 19 al 21 marzo), nelle altre parti della città si terranno incontri aperti a tutti (e per questi non sarà necessario prenotarsi), dove sarà possibile assistere a concerti, proiezioni di anteprime, film in concorso, tavole rotonde con scrittori e registi, party, e molto altro. Dalle 10 di mattina sino alle 24 ci saranno eventi che permetteranno una full immersion per chi ama il genere. Saranno tre giorni molto intensi e, in alcuni casi, i fan potranno gustarsi regali offerti da Star Comics e altre case editrici. Ovviamente tutto sarà finalizzato per l’award finale, nel quale consegneremo 16 statuette a 16 prestigiosi artisti di tutto il mondo. Ma il resto non è da meno, e poi è un modo per stare con gli ospiti dell’award e conoscerli più da vicino».

Partecipare all’award finale sarà possibile compilando l'apposito form di prenotazione, mentre per gli altri eventi l’ingresso sarà libero senza bisogno di prenotazione. 

«La manifestazione vuole creare un colloquio fra gli operatori del settore, promuovere quei film passati in sordina in Italia (ma meritevoli) e portare nel nostro Paese l’entusiasmo e le sinergie di chi opera nel settore editoriale, cinematografico e televisivo in ambito internazionale. L’idea è di creare un luogo di festa per chi ama il fantasy e l’horror e di farlo attraverso la tutela di una TV che opera in molte parti del mondo. Questo è il primo passo di qualcosa che ci auguriamo crescerà negli anni  grazie alla partecipazione di tutti».

Il festival ha già iniziato le sue attività con il concorso “Fantastique”, un evento speciale letterario aperto a chiunque scriva racconti di genere fantasy e horror; e con il premio “Fantastic Land”, dedicato ai fumettisti. 

Un festival realizzato da Fantasy e dal Comune di Orvieto in collaborazione con Fun Factory Entertainment e con l’associazione Art Maco Ballet.

FANTASY HORROR AWARD c/o Moving - Events&Communication - Via degli Eucalipti, 47/a - 05019 Orvieto (Tr) - Tel. 0763 305523 -

 e-mail: info@fantasyhorroraward.com - www.fantasyhororaward.com

3-10 ottobre "Tagli"  Il cinema di Dario Argento

 

La retrospettiva della 44ª Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, organizzata in collaborazione con la Cineteca Nazionale, ha consacrato definitivamente Dario Argento fra i grandi autori del cinema italiano. Un omaggio tardivo, dopo decenni di recensioni irridenti da parte della critica paludata, a fronte del crescente interesse all’estero e dell’incondizionato appoggio dei giovani cinefili. La retrospettiva, che viene ora riproposta al Cinema Trevi, offre l’occasione per riflettere sulle traiettorie del tutto personali del regista romano, capostipite del thriller all’italiana e adesso, per paradosso, eclissatisi i suoi imitatori, unico superstite del cinema di genere ancora attivo ad alti livelli. Ormai proiettato verso il cinema americano, a cercare sponde affettive smarrite in Italia con la morte di Bava, Freda e Fulci, gli unici registi con i quali condivideva una (ir)reale vocazione fantastica. Del tutto fuori luogo nel nostro Paese: di qui le incomprensioni con la critica e la necessità di cercare altre vie per reiterare all’infinito i propri macabri sogni. Come ha scritto Giona A. Nazzaro nel volume curato da Vito Zagarrio Argento vivo. Il cinema di Dario Argento tra genere e autorialità, edito da Marsilio in occasione dell’omaggio di Pesaro, Argento, con Sergio Leone, è il fautore di un cinema celibe e orfano: «Il cinema argentiano, una volta orgogliosamente orfano, oggi si ritrova nella condizione sconcertante di un orfano diventato padre elettivamente ma privo di progenie». Il cinema italiano, ad esso ricollegabile, direttamente o indirettamente è svanito, risucchiato dalla televisione, e in questo vuoto il cinema argentiano risplende ancor più. Finalmente unico e inimitabile.

venerdì 3 - ore 17.00 - L’uccello dalle piume di cristallo (1970) Regia: Dario Argento; soggetto e sceneggiatura: D. Argento; fotografia: Vittorio Storaro; musica: Ennio Morricone; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti: Tony Musante, Suzy Kendall, Enrico Maria Salerno, Eva Renzi, Umberto Raho, Mario Adorf; origine: Italia/Germania; produzione: Seda Spettacoli, C.C.C. Film GMBH; durata: 96’

«Sam, scrittore americano venuto a Roma in cerca d’ispirazione, vi trova invece una spaventosa avventura. Poche sere prima della data fissata per il ritorno in patria con la sua ragazza, Movita, gli accade di essere testimone di un tentato assassinio. Chiuso tra le porte di vetro di una galleria d’arte, egli vede una bella donna colluttare con un individuo tutto vestito di nero, che poi fugge, lasciando la donna accoltellata al suolo. Qualcosa, in tale visione, non quadra. Ma che cosa?» (Biraghi). «Tutto lo sforzo del protagonista sarà quello di ricostruire, retrospettivamente, una scena cui ha assistito un’unica volta: la memoria, purtroppo, non è una moviola, e Argento ne mima l’impotenza continuando a mostrarci porzioni della sequenza senza mai svelarcene l’elemento decisivo, il tratto distintivo dove risiede la chiave dell’enigma» (Pugliese).

Versione ristampata dalla Cineteca Nazionale per gentile concessione di Titanus Film

ore 19.00 - Il gatto a nove code (1971) Regia: Dario Argento; soggetto: D. Argento, Luigi Collo, Dardano Sacchetti; sceneggiatura: D. Argento; fotografia: Enrico Menczer; musica: Ennio Morricone; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti: Karl Malden, James Franciscus, Catherine Spaak, Cinzia De Carolis, Pierpaolo Capponi, Aldo Reggiani; origine: Italia/Germania/Francia; produzione: Seda Spettacoli, Terra Filmkunst, Labrador Film; durata: 112’

«Un enigmista cieco, impersonato da Karl Malden, passeggiando in strada, con la nipotina di dieci anni ode i frammenti di una conversazione dalla quale arguisce trattarsi di un ricatto. Poco dopo un guardiano di un importante Istituto di Genetica, viene tramortito da uno sconosciuto che penetra nell’istituto senza rubare niente. Il giorno seguente, uno scienziato dell’istituto stesso viene spinto sotto un treno dalla pensilina della stazione da una mano ignota che però un fotografo di un giornale riesce a riprendere. […] Il gatto a nove code è un film geometrico e lucido che ha dalla sua una notevole spettacolarità d’impianto e una forte, sia pur rozza, carica di suspense. L’ombra del dubbio cade di volta in volta sui principali personaggi del film, per arrivare infine a una soluzione ingegnosa alla quale nessuno ha certamente pensato. Così come è ingegnoso il movente in un certo senso scientifico dei cinque delitti» (Onorato Orsini). Volevo fare un film un po’ diverso da L’uccello dalle piume di cristallo, non volevo ripetermi. Credo di aver fatto un film un po’ all’americana, con attori protagonisti americani, ispirato a quei film di detection tipicamente americani. Forse proprio per questo motivo non ne rimasi molto soddisfatto, forse oggi ritornerei sul mio giudizio, ma penso che certi dialoghi e certi personaggi abbiano tradito un po’ il mio stile» (Argento).

Versione ristampata dalla Cineteca Nazionale per gentile concessione di Titanus Film

ore 21.00 - Incontro con Dario Argento moderato da Giona A. Nazzaro - Nel corso dell’incontro saranno presentati i volumi: Tagli. Il cinema di Dario Argento , a cura di Domenico Monetti e Luca Pallanch , Centro Sperimentale di Cinematografia - Fondazione Pesaro Nuovo Cinema, 2008 e Dario Argento. Confessioni di un maestro dell’horror, di  Fabio Maiello, Alacrán Edizioni, Milano, 2007.

a seguire Le cinque giornate (1973) - Regia: Dario Argento; soggetto: Vincenzo Ungari, D. Argento, Luigi Cozzi; sceneggiatura: D. Argento, Nanni Balestrini; fotografia: Luigi Kuveiller; montaggio: Franco Fraticelli; musica: Giorgio Gaslini; interpreti: Adriano Celentano, Enzo Cerusico, Sergio Graziani, Marilù Tolo, Glauco Onorato, Carla Tatò; origine: Italia; produzione: Seda Spettacoli; durata: 122’

Il film più anomalo nella filmografia argentiano. Un’incursione nella Storia, nella quale il regista non rinuncia a inscenare l’orrore e la crudeltà, in questo caso della guerra. Argento fu voluto dagli attori, a cominciare dal protagonista Adriano Celentano. Da riscoprire. «Le cinque giornate è un film crudele, assai poco allineato con i tempi: alla decostruzione della favolistica rivoluzionaria Argento non contribuisce con procedimenti contro storici alla Vancini o atteggiamenti stoici alla Leone ma, ancora una volta, indugiando nel massacro, nella carneficina, nella spendibilità dei corpi umani. Le numerose truculenze allineate nel film giocano così una funzione per la prima volta quasi romeriana: la morte non è più tassello di un edificio estetico coerente, di un progetto logico-matematico (sia pur svolto nel cono d’ombra della follia individuale), ma gratuito, empio smembramento di carni, ammassamento di atrocità quasi risibili, sguardo osceno sul nulla e sull’idiozia» (Pugliese).

Ingresso gratuito  

sabato 4 - ore 17.00 - Suspiria (1977) Regia: Dario Argento; soggetto e sceneggiatura: D. Argento, Daria Nicolodi; fotografia: Luciano Tovoli; musica: Goblin; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti e personaggi: Jessica Harper, Stefania Casini, Alida Valli, Joan Bennett, Flavio Bucci, Miguel Bosè; origine: Italia; produzione: Seda Spettacoli; durata: 100’

«Una laurea honoris causa in tecnologia degli spaventi. Dario Argento non merita niente di meno per un film che probabilmente farà epoca nel cinema della pelle d’oca. Anche il pubblico più refrattario ai brividi del giallo suderà freddo, stavolta; e sarà difficile d’ora in poi non comprendere Dario Argento in quel pugno di registi che grazie all’eccellenza del mestiere tengono a galla il cinema italiano. I teorici dell’impegno politico e sociale non saranno d’accordo, ma poco male: Suspiria ritrova le radici fantastiche del cinema, facendo leva sul colore e sul sonoro, con una furbizia spettacolare cui si deve tanto di cappello. Naturalmente accadono cose da pazzi nella casa che si suppone essere stata di Erasmo, l’autore dell’elogio della pazzia. Siamo in Germania, a Friburgo, dove la giovane Susy, un’americana, è venuta a studiare in una famosa accademia di danza» (Grazzini). «Suspiria è nato dal mio desiderio di sganciarmi dalla realtà e di librarmi in un mondo assolutamente fantastico. Volevo girare una favola e nello stesso tempo volevo parlare di stregoneria, perché in quel periodo il mio interesse era stato risucchiato dall’esoterismo. La fiaba di Biancaneve e i sette nani fu il punto di partenza per la storia» (Argento).  

ore 19.00 - Inferno (1980) Regia: Dario Argento; soggetto e sceneggiatura: D. Argento; fotografia: Romano Albani; musica: Keith Emerson; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti e personaggi: Leight McCloskey, Eleonora Giorgi, Gabriele Lavia, Irene Miracle, Sacha Pitoeff, Daria Nicolodi; origine: Italia; produzione: Seda Spettacoli; durata: 107’

L’inferno argentiano: “tre madri” nascoste nei sotterranei di tre palazzi a Roma, New York, Friburgo, costruiti per loro da un architetto-alchimista, autore di un libro maledetto. «È una storia che si ispira all’alchimia moderna, alchimia di oggi, alchimia dei nostri giorni. Il mio film vuole esplorare e trovare le chiavi dei grandi segreti della vita e della morte. È una storia che si ispira all’alchimia moderna, alchimia di oggi, alchimia dei nostri giorni. Il mio film vuole esplorare e trovare le chiavi dei grandi segreti della vita e della morte» (Argento).   

ore 21.00 - Tenebre (1982) Regia: Dario Argento; soggetto e sceneggiatura: D. Argento; fotografia: Luciano Tovoli; musica: Claudio Simonetti, Fabio Pignatelli, Massimo Morante; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti: Anthony Franciosa, Daria Nicolodi, Giuliano Gemma, John Saxon, Carola Stagnaro, John Steiner; origine: Italia; produzione: Sigma Cinematografica; durata: 101’

Uno scrittore americano di polizieschi, venuto a Roma per presentare il suo ultimo libro, si trova invischiato in un giallo. «La trovata di Argento, che si è scritto il soggetto e la sceneggiatura da solo, è questa: a metà del film viene ucciso anche l’assassino! Ma chi ha ucciso allora l’assassino? E perché i delitti continuano a ripetersi? Questo risvolto esce un po’ dalla norma del giallo, così come il convulso finale» (Cosulich). «Ho lavorato con il nostro grande direttore della fotografia Luciano Tovoli: abbiamo voluto una luce metallica, solare in una Roma moderna d’acciaio e cemento, per nulla barocca o decadente. La nostra è una Roma cattiva, con una luce fredda e totale contrapposta alle tenebre dell’anima, della mente. La città diventa un puzzle di immagini» (Argento).  

domenica 5 - ore 17.00 - Phenomena (1985) Regia: Dario Argento; soggetto: D. Argento; sceneggiatura: D. Argento, Franco Ferrini; fotografia: Romano Albani; musica: Claudio Simonetti, Bill Wyman & Terry Taylor, Goblin, Fabio Pignatelli, Simon Boswell; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti: Jennifer Connelly, Donald Pleasence, Daria Nicolodi, Patrick Bauchau, Dalila Di Lazzaro, Fiore Argento; origine: Italia; produzione: D.A.C. Film; durata: 109’

«C’è una sperduta regione della Svizzera infestata da un pazzo che da anni va assassinando fanciulle trafugandone il corpo. C’è un collegio femminile dove arriva fresca fresca la protagonista, con il suo sonnambulismo e la sua misteriosa capacità di comunicare con gli insetti. C’è un entomologo paralitico (Donald Pleasence) con scimmietta-infermiera (determinante, come gli insetti, nella soluzione della vicenda). E soprattutto ci sono una serie di orrori insostenibili» (Ferzetti). «A sensazione, a pelle, in Phenomena ci trovo tante cose mie. Tanto mio cinema. Ma anche tante storie private. Tanti personaggi che ho conosciuto, che ho amato, che mi hanno amato, cui ho fatto del bene, che mi hanno fatto del male, che ho aiutato, che mi hanno tradito, che non conosco, che non conoscerò mai. Per me, samurai, è stato come un viaggio mistico quindi, quasi religioso, tra bellezze ed orrori, tra sensazioni tenere e terribili» (Argento).  

ore 19.00 - Opera (1987) Regia: Dario Argento; soggetto: D. Argento; sceneggiatura: D. Argento, Franco Ferrini; fotografia: Ronnie Taylor; musica: Claudio Simonetti, Bill Wyman & Terry Taylor, Roger Eno, Brian Eno; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti: Cristina Marsillach, Ian Charleston, Daria Nicolodi, Urbano Barberini, Coralina Castaldi Tassoni, Antonella Vitale; origine: Italia; produzione: ADC, Cecchi Gori Group, Tiger Cinematografica, in collaborazione con Rai; durata: 105’

«Si comincia con il Macbeth di Verdi e con la curiosa diceria, diffusa degli ambienti lirici, che porti sfortuna. Durante le prove, infatti, il soprano ha un incidente d’auto, così, quasi alla vigilia di andare in scena, lo sostituisce una giovanissima collega, Betty, ancora agli esordi. Questa Betty, però ha un amichetto e la sera stessa della prima, che per lei è stata un vero trionfo, un individuo mascherato lo uccide selvaggiamente di fronte a lei, dopo averla legata e dopo averla obbligata, con dei punteruoli sotto gli occhi, a vedere fino in fondo l’orribile scena. Siamo agli inizi» (Rondi). «I corvi scritturati per il mio film Opera [...] sono stati bravissimi. Non soltanto si sono dimostrati “gli attori” migliori del cast, ma a un certo punto hanno anche organizzato un ammutinamento contro il regista e il sottoscritto si è ritrovato ferito alla bocca e «beccato» in più parti del corpo. Però avevano ragione loro: avevo chiesto troppo alle loro forze sia pure nel rispetto degli animali, da me sempre dimostrato sui miei set con vermi, mosche, topi, lumache, ragni africani & C. Così i corvi si sono ribellati: certo qualche corvo imperiale, nell’alto dei cieli, doveva aver raccontato loro la trama e le vendette degli Uccelli di Hitchcock!» (Argento).

Copia con sottotitoli in inglese gentilmente concessa da Opera Film

ore 21.00 - Profondo rosso (1975) Regia: Dario Argento; soggetto e sceneggiatura: D. Argento, Bernardino Zapponi; fotografia: Luigi Kuveiller; musica: Giorgio Gaslini, Goblin; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti e personaggi: David Hemmings, Daria Nicolodi, Gabriele Lavia, Clara Calamai, Glauco Mauri, Eros Pagni; origine: Italia; produzione: Seda Spettacoli, Rizzoli Film; durata: 130’

«Se l’estrema ambizione di Dario Argento è di restituire ai reduci dai suoi spettacoli il gaudio di sobbalzare a ogni scricchiolio, di guardare sotto il letto e raddoppiare la dose di tranquillante, il “terrorista” del cinema italiano può dirsi contento. Era infatti un bel po’ che un film non prendeva altrettanto allo stomaco e popolava i nostri sonni di incubi così barbari. Perché Profondo rosso è malfermo e tutto epidermico, ma al traguardo della paura va molto vicino: la ragione scalpita, e indispettisce sentirsi coinvolti in un cervellotico congegno, e tuttavia il cuore batte più svelto. Mamma mia, che impressione. Il fattaccio comincia a una seduta di parapsicologia, dove una signora “sente” i pensieri cattivi di un criminale. La poverina ha tanta ragione che dopo poco sente anche spaccarsi la testa da un’accetta. Chi sarà mai l’assassino? Mentre la polizia si gingilla, Marcus, un pianista inglese di jazz che lo ha intravisto, ma non è in grado di riconoscerlo, si intestardisce a scoprirlo, insieme con una giornalista in cerca del solito colpo, tal Gianna. È ovviamente un cacciarsi nei guai» (Grazzini).  

lunedì 6 chiuso

martedì 7 - ore 18.00 Il gatto nero (ep. di Due occhi diabolici, 1990) Regia: Dario Argento; soggetto: tratto da un racconto di Edgar Allan Poe; sceneggiatura: D. Argento, Franco Ferrini; fotografia: Beppe Maccari; musica: Pino Donaggio; montaggio: Pasquale Buba; interpreti: Harvey Keitel (Rod Usher), Madeleine Potter (Annabel), John Amos (ispettore Legrand), Martin Balsman (Mr. Pym), Kim Hunter (Mrs. Pym), Sally Kirkland (Eleonora), Holter Ford Graham (Christian), Julie Benz (Betty), Lou Valenzi, Peggy Sanders, J.R. Mac Donald, Barbara Bryne, Lanene Charters, Tom Savini; origine: Italia; produzione: Gruppo Bema, ADC; durata: 40’

«L’ossessione d’un fotografo di cronaca nera (ancora di Pittsburgh), tale Rod che di cognome, vedi caso, si chiama Usher, perseguitato dallo sguardo d’una gatta in cui legge una demoniaca aggressività. […] Fedele alla propria vocazione, Dario Argento manovra la follia e il delirio con una forte fantasia visiva […], e amministra gli effetti in modo giudizioso. N’esce un racconto, interpretato efficacemente da Harvey Keitel e Madeleine Potter, dove l’alcool alimenta il sadismo in un universo di perverse fascinazioni, avvicinato abilmente alla realtà da potenti temporali» (Grazzini). «Sono andato a Baltimora […] e nel piccolo, segreto giardino di una chiesa gotica ho trovato non una, ma due tombe del mio sventurato, nevrotico e miserabile amico [Edgar Allan Poe] senza un penny, che resta a mio parere il più grande romantico della sofferenza umana e della paura. Così ho deciso di girare un piccolo film nel film per i titoli di testa e ho fermato l’occhio della mia un po’ perversa cinepresa sulla prima tomba di Poe, che è completamente coperta da pennies di “copper” (rame) perché i suoi estimatori continuano a fare per lui una povera colletta» (Argento).

ore 19.00 - Trauma (1993) Regia: Dario Argento; soggetto: Franco Ferrini, Giovanni Romoli, D. Argento; sceneggiatura: D. Argento, T.E.D. Klein; fotografia: Raffaele Mertes; musica: Pino Donaggio; montaggio: Bennet Goldberg, D. Argento; interpreti: Christopher Rydell, Asia Argento, Piper Laurie, Frederic Forrest, Laura Johnson, James Russo; origine: Italia; produzione: ADC, Overseas Film Group; durata: 110’

Una ragazza anoressica, figlia di romeni immigrati in America, scappa dalla clinica psichiatrica a Minneapolis, mentre la città è sconvolta da una serie di delitti a catena. «In origine il film (soggetto Argento più T. E. D. Klein) s’intitolava L’enigma di Aura, più adatto allo spunto poco sviluppato, purtroppo, della piccola anoressica. Ma alla fine, quando scorrono i titoli di coda, corre un brivido sullo schermo alla carrellata su scheletriche teen-ager danzanti per le strade di Minneapolis (“ne muoiono a migliaia”) popolazione di zombie, che rifiutano un’identità sessuale deformata e la mistica della maternità, all’origine, vedrete di ogni efferate delitto». «Mentre giravo in America Due occhi diabolici, tre anni fa, scrissi un breve racconto intitolato L’enigma di Aura. Poi, mano a mano è nata la sceneggiatura. Ma non parla solo di amore: ci sono dentro la famiglia come luogo di disagio e malattia, il tema dell’emarginazione, le capacità medianiche, i disturbi psichici…» (Argento).  

ore 21.00 - La sindrome di Stendhal (1996) Regia: Dario Argento; soggetto: D. Argento, Franco Ferrini, ispirato al libro omonimo di Graziella Margherini; sceneggiatura: D. Argento; fotografia: Giuseppe Rotunno; musica: Ennio Morricone; montaggio: Angelo Nicolini; interpreti: Asia Argento, Thomas Kretschmann, Marco Leonardi, Luigi Diberti, Paolo Bonacelli, Julien Lambroschini; origine: Italia; produzione: Cine 2000, Medusa Film; durata: 119’

«È bellissima l’intuizione del soggetto, firmato da Dario Argento e Franco Ferrini: una specie di fermentazione diabolica dell’interessante e poco frequentato saggio di Graziella Magherini [...] che esplora in tutte le sue connessioni il quadro clinico della cosiddetta “sindrome di Stendhal”. […] Lo stordimento provocato dall’arte – soprattutto in relazione agli episodi di sofferenza mentale riscontrati nei turisti moderni, così in balia di emozioni precarie ed irregolari – è un geniale pretesto per l’atteso ritorno di Argento, cineasta prestidigitatore di inconsci [...] a lungo snobbato dalla mezzacultura cineclubistica» (Caprara). «I colori della paura. Il rosso e nero. E l’Argento. Ossia: Stendhal (e non solo come “sindrome”) e l’arte, l’arte come vertigine estetica (estatica), la vertigine come provocazione cinematografica, il cinema come manifestazione del turbamento sensuale (e spirituale), l’eros come devianza. La sindrome di Stendhal – un ritorno alla classicità dopo la fase gore – è un’opera auto-riflessiva, minimalista e, in un certo senso, teorica. L’assassino è subito svelato, la suspense azzerata ai minimi termini, la densità d’orrore lungi dall’accumularsi spasmodicamente. [...] Mai come ne La sindrome, Argento riflette sui meccanismi del cinema come arte della rappresentazione» (Fabio Bo).  

mercoledì 8 - ore 17.00 Il fantasma dell’opera (1998) Regia: Dario Argento; soggetto: dal romanzo omonimo di Gaston Leroux; sceneggiatura: D. Argento, Gérard Brach; fotografia: Ronnie Taylor; musica: Ennio Morricone; montaggio: Anna Napoli; interpreti: Julian Sands, Asia Argento, Andrea Di Stefano, Nadia Rinaldi, Coralina Cataldi Tassoni, István Bubik; origine: Italia; produzione: Cine 2000, Medusa Film, Reteitalia, in collaborazione con Focus Film, Tele+; durata: 106’

«Come ognun sa la storia è quella dell’amore folle del Fantasma, salvato dalle acque da una tribù di topi e cresciuto nei sotterranei del teatro lirico di Parigi, per la giovane cantante Christine: amore deluso e tradito, che produce nel Fantasma un furore vendicativo e omicida. Ma l’Argento postmoderno si limita a usare la trama come riferimento, citandola, sottintendendola quasi, per concentrarsi sulla proliferazione visiva che l’occasione gli offre» (Nepoti). «Il film è una storia d’amore nera, con Christine divisa tra il richiamo e il cupo del Fantasma e il rapporto rassicurante con il giovane barone. Sono contento di aver recuperato un altro elemento, l’ironia, è grottesco l’ambiente dell’opera o la vicenda della soprano Nadia Rinaldi. C’era ironia nei miei primi film, fino al ’74/’75, e poi l’ho persa, le storie sono diventate più furiose, incanaglite. In quegli anni guardandosi  intorno c’era ben poco da ridere, ma mi dispiaceva, perché a me piace molto ridere» (Argento).  

ore 19.00 - Nonhosonno (2001) Regia: Dario Argento; soggetto: D. Argento, Franco Ferrini; sceneggiatura: D. Argento, Franco Ferrini, con la collaborazione di Carlo Lucarelli; fotografia: Ronnie Taylor; musica: Goblin; montaggio: Anna Napoli; interpreti: Max Von Sydow, Stefano Dionisi, Chiara Caselli, Gabriele Lavia, Paolo Maria Scalondro, Roberto Zibetti; origine: Italia; produzione: Opera Film, Medusa Film, in collaborazione con Tele+; durata: 117’

«Stefano Dionisi, tormentato dalla morte della madre proprio come l’alter ego romanzesco del geniale giallista Ellroy, s’allea con l’insonne e smemorato commissario in pensione Max Von Sydow per scavare nei labirinti del male, ricomporre le tessere del mistero e inchiodare l’assassino tornato furiosamente all’opera. Le stravaganti incongruenze drammaturgiche diventano così peculiarità espressiva, astrazione iconografica o, meglio, vere e proprie amnesie che s’incastonano in un’abissale sinfonia del crimine in cui contano infinitamente di più le carrellate acrobatiche, la decapitazione di un cigno, il rantolo di un asmatico, l’incubo antico dell’annegamento...» (Caprara). «In Non ho sonno viene rappresentato questo contrasto tra il giovane, calcolato e razionale, e il vecchio, pensieroso e pieno di fantasia; l’anziano commissario, diversamente dal più giovane collega, esamina attentamente anche le contraddizioni del linguaggio, i molti segnali lasciati inavvertitamente dall’assassino. Non ho sonno è così la storia di una doppia indagine che viaggia in parallelo» (Argento).

ore 21.00 - Il cartaio (2004) Regia: Dario Argento; soggetto e sceneggiatura: D. Argento, Franco Ferrini; fotografia: Benoit Debie; musica: Claudio Simonetti; montaggio: Walter Fasano; interpreti: Stefania Rocca, Liam Cunningham, Silvio Muccino, Adalberto Maria Merli, Claudio Santamaria, Fiore Argento; origine: Italia; produzione: Opera Film, Medusa Film; durata: 106’

«Il cartaio è il film più riuscito di Argento da anni. Anche se gli sviluppi sono spesso illogici e i caratteri piuttosto convenzionali, tiene bene l’idea del maniaco misterioso che sfida la polizia a partite di videopoker aventi per posta la vita o la morte della sequestrata di turno. Vincente e convincente è l’atmosfera del film, scandito su ritmi tanto tradizionali quanto infallibili» (Kezich). «L’idea è nata durante un soggiorno a Londra, prima che girassi Nonhosonno. Stavo pensando ad alcune storie da girare per la televisione. Tra i soggetti che mi erano venuti in mente c’era quello di un assassino che si divertiva a sfidare la polizia. All’inizio era un breve racconto, poi è man mano cresciuto. L’ho arricchito di altre idee e altre situazioni e così ho pensato di sfruttarlo per il cinema. Il cartaio volevo intenderlo come una prosecuzione dello stile di Nonhosonno. Poi, scrivendolo, ho capito che non poteva discendere dal precedente. Era troppo diverso, più contemporaneo, molto nervoso, eccitato. Non si apparenta per niente ai miei film precedenti» (Argento).

giovedì 9 - ore 17.00 Suspiria (replica)  

ore 19.00 Inferno (replica)  

ore 21.00 La terza madre (2007) Regia: Dario Argento; soggetto: D. Argento; sceneggiatura: D. Argento, Jace Anderson, Adam Gierasch, Walter Fasano, Simona Simonetti; fotografia: Frederic Fasano; musica: Claudio Simonetti; montaggio: Walter Fasano; interpreti: Asia Argento, Cristian Solimeno, Adam James, Moran Antias, Valeria Cavalli, Philippe Leroy; origine: Italia; produzione: Opera Film, Medusa Film, in collaborazione con Sky, Myriad Pictures; durata: 95’

«La scena si apre sul cimitero di Viterbo, su uno scavo, sul ritrovamento di una antica tomba e di un’urna. Un prete, una studiosa, una giovane ricercatrice (Sarah-Asia Argento), pagheranno ovviamente per la loro curiosità. A fare le spese del dissotterramento però non sono solo singoli, ma un’intera città, Roma, improvvisamente invasa da un nugolo di streghe pronte a far capitolare la caput mundi per la seconda volta. Questa la scarna, ma rigorosa trama de La terza madre. Gli elementi che gli appassionati del genere horror amano, ci sono tutti o quasi, enfatizzati dalla musica (anche questa scontata, nel miglior senso del termine. Firmata Simonetti). Elementi a cui Argento aggiunge – coadiuvato pesantemente da due giovani sceneggiatori americani del genere zombie – una quantità insolita e appetitosa di morti splatter (alcune magistralmente realizzate negli effetti dal solito Stivaletti), un coté stregonesco a tinte darkpunk (la cosa meno riuscita del film, peccato), la scelta di una Roma più gotica che barocca, truculenta quanto tristemente verosimile nella sua violenza che le streghe diffondono come peste» (Roberta Ronconi).

Per gentile concessione di Medusa Film - Ingresso gratuito

venerdì 10 - ore 17.00 L’uccello dalle piume di cristallo (replica)

ore 18.45 - Profondo rosso (replica)

Rosso Italiano 3 al Cinema Trevi Vicolo del Puttanello 25 Roma

Cinema Trevi - Vicolo del Puttanello, 25 - Roma 

 

TENEBRIA FILM FESTIVAL 2006

 

Festival del cinema noir indipendente italiano si terrà anche quest'anno a Roma il 31 ottobre notte di Halloween Questi i film selezionati per la seconda edizione e gli orari di proiezione

h.17,00 - IN LUCE – STORIA DI TEATRO (111') regia Sergio Chiorino - h.18,20 - FRAGOLE A MEZZANOTTE (73') regia Domenico Natella

h.19,40 - FRAMMENTI DI SCIENZE INESATTE ('104') regia Stefano Bessoni - h.20,50 - L'AMORE RITOROVATO (15') regia Paolo Vandoni

h.21,05 - FOBIA (12') regia Ciro Eugenio Caliandro - h.21,20 - UN ALTRO RACCONTO (15') regia Chiara Pavoni -h.21,35 - ZEROSIGMA 1.0   K > D > S (10') regia Alex G. Raccuglia

 
Le proiezioni avranno luogo nel teatro PICCOLO RE DI ROMA, via Via Trebula, 5, per chi ci raggiunge con il mezzo pubblico linea A fermata metro RE DI ROMA

La giuria sarà popolare, ad ogni spettatore all'ingresso sarà consegnata una scheda con la quale votare il cortometraggio e il lungometraggio preferito. Al termine della serata dopo lo spoglio delle schede di votazione saranno proclamati i vincitori del festival.

http://xoomer.alice.it/tenebriax/

Bava negli occhi - Rassegna completa su Mario Bava

 

Dal 21 ottobre al 1 novembre Sentieri Selvaggi e il Detour rendono omaggio a Mario Bava con una rassegna completa di tutti i suoi film. Sarà l’occasione per confrontarsi – con visioni e dibattiti - con il mondo poetico di un grande sognatore di immagini e di mondi nascosti, un umile artigiano che ha rivoluzionato in silenzio il cinema italiano.

Dal 21 ottobre al 1 novembre Sentieri Selvaggi in collaborazione con il cineclub Detour rende omaggio a Mario Bava con una rassegna completa (la prima in Italia) di tutte le sue opere. Sarà l’occasione per confrontarsi con il mondo poetico di un grande sognatore di immagini e di mondi nascosti, un umile artigiano (come soleva definirsi lui stesso) che ha rivoluzionato in silenzio il cinema italiano, dominato quasi per intero da sceneggiatori. Bava iniziò infatti come direttore della fotografia, mantenendo poi anche da regista uno spiccatissimo gusto per la costruzione visiva dell’immagine, dell’inquadratura. Cinema di genere il suo, ma al contempo anche cinema fortemente autoriale, all’insegna di un connubio realizzato molto di rado in Italia.

La rassegna dedicata al maestro ripercorrerà allora tutte le fasi del suo cinema (passando anche attraverso alcuni suoi esperimenti televisivi), di cui si parlerà con diversi ospiti che interverranno a presentare alcuni film. Un omaggio dovuto allora questo, anche perché “se il cinema è un’invenzione del futuro, gli occhi di Bava continuano a guardare”.

 

INFO: Cineclub Detour - Via Urbana 47/a ROMA - Tel . 06/4872386 - Sentieri selvaggi - Tel. 06/7811382

 

PROGRAMMA COMPLETO 

 

Venerdì 21 ottobre   C’era una volta l’horror (In Italia)

20:30 Incontro con Paolo Fazzini, esperto di cinema horror

a seguire Le ombre della paura- Il cinema italiano del terrore 1960/1980 di Paolo Fazzini e Marco Cruciani (Ita, 2002, 85’) Un’indagine sul nostro cinema horror e ancor di più un viaggio nel passato in cui ci accompagneranno numerosi artisti intervistati per l’occasione come Daria Nicolodi, Lamberto Bava, Dario Argento e tanti altri.

 

23:00  La frustra e il corpo (Ita/Fra, 1963, 89’) Un barone psicopatico torna nel castello in cui vive il fratello per riavvicinarsi alla cognata e riprendere con lei una relazione perversa e morbosa. Un grande Christopher Lee in un gotico affascinante e “malato”

Sabato 22 ottobre  Gli albori del thriller

21:00 Sei donne per l’assassino (Ita, 1964, 84’) Un assassino mascherato comincia ad uccidere una serie di modelle che lavorano in un atelier di Roma. La polizia si mette sulle sue tracce, ma non si tratta di un’impresa facile…Un delirio di luci e colori per un’opera che passa dal gotico al pop come niente fosse. Una vera pietra miliare del genere.

 

22:30  La ragazza che sapeva troppo (Ita, 1963, 88’) Una ragazza americana in visita a Roma viene coinvolta in una serie di delitti. E la prossima vittima sembrerebbe essere proprio lei…Sullo sfondo di una Piazza di Spagna solare e al tempo stesso minacciosa, si consuma uno dei primi capolavori del maestro.

 

Domenica 23 ottobre  Barbara Steele, il corpo dell’orrore

21:00 Proiezione di un’intervista a Barbara Steele + incontro la Ripley’s Home Video

21:30  La maschera del demonio (Ita, 1960, 81’) La strega Asa, torturata e uccisa due secoli prima, viene fatta tornare alla luce da due ignari viaggiatori. Per loro comincerà un vero e proprio incubo…Il primo capolavoro di Mario Bava che inaugurò, dopo I vampiri di Freda, l’horror in Italia.

 

23:00  Mario Bava, maestro del macabro (Usa, 2000, 60’) di Garry. S. Grant  Un documentario sul cinema di Mario Bava al quale hanno partecipato numerosi grandi registi che lo hanno sempre amato come Tim Burton, John Carpenter, Joe Dante e tanti altri.

Lunedì 24 ottobre  I tre volti di Bava

20:30  I tre volti della paura (Ita/Fra, 1963, 97’) Opera divisa in tre episodi (I Wurdalak, Il telefono, La goccia d’acqua) in cui Mario Bava riprende un’intera tradizione letteraria dell’horror con risultati eclatanti per potenza visiva e modernità teorica.

 

22:00  Le spie vengono dal semifreddo (Ita/Usa, 1966, 83’) Franco e Ciccio, due portieri pasticcioni, vengono scelti per una missione delicatissima: dovranno sconfiggere il temibile Dott. Goldfoot intenzionato a far fuori tutti i generali americani e russi. Un Bava tutto da scoprire quello del film, capace di intendersi a meraviglia con Franchi e Ingrassia e di concepire il cinema come oggetto astratto, fuori da ogni coordinata.

 

23:30 Terrore nello spazio (Ita/Spa, 1965, 82’) Disavventure di un gruppo di astronauti che, capitati sul pianeta Aura, vengono attaccati da esseri privi di corpo. Una geniale incursione di Bava nella fantascienza (l’unica della sua carriera peraltro) con un’opera in cui molti hanno visto le prove generali per Alien.

 

Martedì 25 ottobre  Operazione cinema

21:00 Operazione paura (Ita, 1966, 82’) Intorno alla fine dell’Ottocento, una bambina morta diverso tempo prima tormenta gli abitanti di un villaggio, costringendoli al suicidio. Uno dei film più acclamati di Bava che scopre l’illusione del set, trasformando il suo cinema in un continuo e vibrante gioco di specchi.

 

22:30 La strada per Fort Alamo (Ita, 1964, 80’) Bud, dopo essersi mascherato da soldato ed aver rapinato una banca, incontra alcuni soldati che si stanno dirigendo verso Fort Alamo. Sarà costretto a seguirli…Il primo western di Bava che si pone a metà strada tra il classicismo del genere e il suo superamento.

 

Mercoledì 26 ottobre  Detour e mutazioni 20:30  Incontro con Steve Della Casa

a seguire : Gli Invasori (Ita/Fra, 1961, 95’) Il figlio del re del Vichinghi, intenzionato a vendicare la morte del padre, guida il suo popolo alla riscossa contro i Britanni. Ma ignora l’esistenza di suo fratello, adottato proprio dalla regina di Britannia…Tra la composizione figurativa del peplum e la ripresa del precedente film di Fleisher (I Vichinghi), un Bava divertito e scattante.

 

23:00  Ercole al centro della terra (Italia, 1961, 88’) Ercole, innamorato della sua Deianira, scende nel mondo degli inferi, cercando di strappare la donna alla maledizione di un malvagio tiranno. Uno dei peplum più intensi e originali del nostro cinema, pieno di atmosfere inquietanti e di scivolamenti verso l’horror più puro.

 

Giovedì 27 ottobre  Bava e il fumetto

21:00   Diabolik (Ita/Fra, 1968, 100’) Ginko, capo della polizia, cerca in tutti i modi di catturare l’astuto e velocissimo Diabolik, ma non c’è niente da fare…Una delle opere più importanti di Bava, un vero e proprio caledoscopio di salti e rincorse filmate con uno sguardo davvero ispirato.

 

23:00 I coltelli del vendicatore (Ita, 1966, 83’) Il vichingo Ririk, tormentato dalla colpa per aver violentato una donna, decide di proteggerla dagli attacchi ripetuti del malvagio Hagen…Dopo la fortunata esperienza de Gli invasori, Mario Bava si ri/avventura in un cinema muscolare e immediato pieno di risonanze di afflati epici.

 

Venerdì 28 ottobre La trasgressione di Bava

21:00 5 bambole per la luna d’agosto (Ita, 1970, 81’) Un inventore che ha appena testato una nuova formula, accetta l’invito di un ricco signore e si reca, poco prudentemente, nella sua villa…All’apparenza una variazione su un classico della Christie (Dieci piccoli indiani), più in profondità una riflessione accecante sul corpo e sulle sue trasformazioni.

 

22:30  Quante volte…quella notte (Ita/Rft, 1972, 88’) Uno scienziato spiega i molteplici punti di vista con cui è possibile raccontare una storia. Che è quella di una giovane che, dopo essere andata a ballare con un suo coetaneo, rischia di essere violentata dallo stesso. Ma potrebbe anche essere vero il contrario… Il tono è pirandelliano, lo stile quello frenetico in voga negli anni Settanta, lo sguardo quello di un Bava memorabile. E non a caso proibito dalla censura…

 

00:00 L’Odissea-Episodio di Polifemo (Ita, 1968, 100’) Forse l’episodio più famoso della Odissea televisiva di Franco Rossi, diretto da un Mario Bava che sconvolge gli spazi limitati del piccolo schermo con una prepotenza autoriale che lascia il segno.

Sabato 29 ottobre  Dardano Sacchetti, uno scrittore per Bava

20:30 Incontro con Dardano Sacchetti

a seguire  Reazione a catena (Ita, 1971, 88’) Un’anziana contessa viene barbaramente uccisa nella sua villa situata in una baia. La sua eredità fa gola agli eredi tanto da dare inizio ad un vera carneficina… Sceneggiata da un allora giovanissimo Dardano Sacchetti, un’opera tra le più folgoranti di Bava, un apologo magistrale e crudele sulla violenza e sull’uomo.

 

23:00 Shock (Ita, 1977, 93’) Il piccolo Marco, dopo la morte misteriosa del padre, comincia ad assumere strani atteggiamenti. La madre sospetta qualcosa…Scritto dal prolifico Sacchetti, una degli ultimi memorabili Bava, quasi una sorta di film testamento.

 

Domenica 30 ottobre Il rosso segno della sperimentazione

20:30 Il demoniaco nell’arte (Ita, 1949, 35’) Uno dei più belli cortometraggi di Mario Bava, qui intento ad investigare il risvolto malefico presente nella storia dell’arte.

 

21:00 Il rosso segno della follia (Ita/Spa, 1970, 100’) Ossessionato da un trauma che si porta dietro sin dall’infanzia, John Harrington comincia ad uccidere donne vestite con l’abito da sposa, tra le quali anche la moglie. La quale però torna subito dopo come fantasma… Una delle opere meno conosciute in Italia di Bava e al tempo stesso una di quelle più amate all’estero.

 

22:30 L’anfiteatro Flavio (Ita,1947, 30’) La storia dell’Anfiteatro Flavio documentata e filmata da un Mario Bava “televisivo”.

 

23:00  Roy Colt and Winchester Jack (Ita, 1970, 86’) Tra rapine in banca, strane alleanze con un malavitoso russo e l’amore per un’indiana, Roy Colt e il suo amico/nemico Winchester Jack si mettono sulle tracce di un tesoro indiano. Secondo ed ultimo western di Bava, qui alle prese con un omaggio appassionato e sincero ad un western picaresco e movimentato.

Lunedì 31 ottobre  Il Bava maledetto

21:00 Cani arrabbiati (Ita, 1974, 91’ ) Subito dopo una rapina, tre malviventi prendono alcuni ostaggi e cominciano la loro rovinosa fuga. Uno dei film meno visti di Mario Bava, un’opera ingiustamente sottovalutata tutta da recuperare.

 

22:30 Frammenti di La casa dell’esorcismo  Spezzoni della versione rimontata di Lisa e il diavolo dal produttore Alfred Leone.

 

23:00 Lisa e il diavolo (Ita/Spa/Rft, 1973, 85’ ) Giunta in Spagna, la giovane turista Lisa finisce all’interno di una grande casa signorile dove sopravvivono gli spiriti degli abitanti morti un secolo prima. Rimontato e di fatto rovinato dal produttore Alfred Leone, un’occasione unica per confrontarsi con un’opera (proposta nella sua versione originale) assolutamente unica nel panorama del cinema italiano.

 

Martedì 1 novembre L’orrore della paura

20:30 Gli orrori del castello di Norimberga (Ita/ Rft, 1972, 89’) Un barone sadico e torturatore viene riportato in vita e incomincia a riempire il suo cammino di nuovi morti. Girata in Austria da un Bava che accentua ancora più delle altre volte il suo virtuosismo tecnico, un’opera che si alimenta di accensioni visive da brivido.

 

23:30   La Venere d’Ille (Ita, 1978, 60’) Nei primi decenni dell’Ottocento, il giovane Alfonso viene ostacolato nel suo matrimonio da una statua di Venere che lo vuole tutto per sé…Girata per la televisione con la collaborazione del figlio Lamberto, l’ultima grande opera di Mario Bava, un’esplosione romantica e orrorifica di tutti i temi a lui cari.

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