Ruggero Deodato

Nato a Potenza nel 1939, è un autore poliedrico e sensazionalista le cui radici filmiche poggiano sull’horror e i film d’avventura.  Il suo debutto dietro alla macchina da presa è nel 1964 con “Ursus il terrore del kirghisi”, anche se il suo nome è tra i non accreditati.
Deodato ha avuto sempre il pregio di dirigere con cura e grandi budget (per alcuni questo un difetto) tutti i suoi film: ama attorniarsi di bravi attori e grandi cast tecnici, ad esempio per le musiche, Pino Donaggio e Riz Ortolani sono i suoi habitué.
Nei primi tempi il suo pseudonimo preferito è Roger Rockfeller, nome che abbandonò nel 1977 quando decise di girare “Uomini si nasce poliziotti si muore” (1976), “Ultimo mondo Cannibale” film che da inizio a una trilogia basata sul filone, tutto italiano, dei cannibal-movie che vide impegnato un altro bravo regista Umberto Lenzi (Cannibal Ferox - 1981).
Ultimo mondo cannibale” rappresenta un punto di non ritorno per l’autore che si butta a capofitto nel genere costeggiando, però, l’avventuroso. Il film sembrava un inutile variazione del tema zombesco; di questi prodotti che cercavano di emulare il fascino del contagio e dell’antropofagia, che aveva reso celebre Romero con La notte dei morti viventi (1968), in Italia ne fiorirono molti altri ma, questo film, fa parte di una fase embrionale che verrà portata a maturazione dallo stesso regista due anni più tardi quando uscì nelle sale cinematografiche “Cannibal Holocaust” (1980).
Girato con attori esordienti o non professionisti (Francesca Ciardi, un giovane Luca Barbareschi e Robert Kermann) il film si presenta geniale per la buona sceneggiatura di Gianfranco Clerici e per l’impianto narrativo, che rappresenta una vera e propria rivoluzione: la “trovata” di narrare una vicenda tramite il ritrovamento di una VHS sarà poi utilizzato da tanti altri registi (Myrick e Sanchez per Blair Witch Project (1999)).
Con questo film, va oltre il successo commerciale, velandolo di sottointesi politici e leggi di mercato. Dopo che la pellicola ha ricevuto il dovuto successo, grazie anche al make-up di Massimo Giussini, dichiara alla stampa che le torture inflitte sugli animali erano tutte rigorosamente vere! Ad avvalorare le dichiarazioni del regista fu l’assistente: il giovane Lamberto Bava, che dichiarò pubblicamente di essere fuggito dal set, disgustato, dopo le prime scene.

Il successo ai botteghini è grande, Deodato diviene un regista maledetto, su cui si favoleggia e dal quale si attende un nuovo horror da brividi.

Come da copione il regista chiude il suo ciclo cannibalesco con “Inferno in diretta” (1985) titolo evocativo per un film che rappresenta una cocente delusione per coloro che già anteponevano l’autore ai blasonati Argento e Fulci
Finita l’ “epoca cannibale” il regista si accoda agli altri, dirigendo una miriade di pubblicità per grossi marchi e seguendo la moda del momento in fatto di horror.
La casa sperduta nel parco” (1984) segna infatti l’approccio ad un nuovo genere un anno prima di chiudere la trilogia antropofaga, Deodato si diverte a rivisitare la fortunata sceneggiatura de “L’ultima casa a sinistra” (1972) di Wes Craven (che a sua volta si era ispirato a La fontana della vergine di Bergman). A tre anni da questo film, Deodato, cerca di sfruttare un altro sottogenere: il body-count inaugurato da Carpenter, nasce così: “Il camping del terrore” (1987) con le musiche del bravissimo Claudio Simonetti e una giovane Nancy Brilli.

Un anno più tardi Deodato, poco contento degli incassi al botteghino, decide di giare un giallo in stile Argentiano “Un delitto poco comune” (1988) che risulta essere il suo secondo miglior film. Ambientato nella Perugia anni ottanta (città tanto cara al regista) fatta di soldi, sesso e arte, questo film risulta alquanto originale e ben interpretato da Michael York. Dopo questo film, il nostro autore, vivacchierà tra produzioni minori e pubblicità, sarà riscoperto in Francia dove sarà chiamato Monsieur Cannibal proprio per il successo oltralpe della trilogia cannibale e conoscerà ancora la fama dirigendo il serial televisivo di successo “I ragazzi del muretto” per la RAI, incentrato sui problemi adolescenziali e sempre per la TV “Noi siamo angeli” e “Sotto il cielo dell’Africa”.

       

 

FILMOGRAFIA

 

- Ursus, il terrore dei Kirghisi - 1964

- Vacanze sulla Costa Smeralda - 1968

- Gungala la pantera nuda - 1968

- Fenomenal e il tesoro di Tutankamen - 1968

- Donne... botte e bersaglieri - 1968

- Zenabel - 1969

- I quattro del Pater Noster - 1969

- Una ondata di piacere - 1975

- Uomini si nasce poliziotti si muore - 1976

- Ultimo mondo cannibale - 1977

- L'ultimo sapore dell'aria - 1978

- Concorde Affaire '79 - 1979

- Cannibal Holocaust - 1979

- La casa sperduta nel parco - 1980

- I predatori di Atlantide – 1983

- Inferno in diretta - 1985

- Per un pugno di diamanti - 1985

- Camping del terrore - 1986

- Un delitto poco comune - 1987

- The Barbarians - 1987

- Ragno gelido - 1988

- Oceano (TV) - 1989

- Minaccia d’Amore - 1989

- I ragazzi del muretto (TV) - 1991

- Washing Machine (TV) - 1992

- Mamma ci penso io - 1992

- Noi siamo angeli (TV) - 1996

- Sotto il cielo dell'Africa (TV) - 1999

                                                                                                            

                                                                                                                                                   (15 Maggio 2003)