“UNA
STORIA COME TANTE”
di
Streghetta
Marina
Rosa
e Marco, due ragazzi come tanti con i loro sogni, le paure ma soprattutto il
loro amore; vivevano in un mondo dove ormai non esisteva più nulla di
normale…
Erano
stati contagiati e aspettavano il momento della morte…
A
vederli sembrava la classica coppia che si amava e che non aveva bisogno di
niente e nessuno… tranne che una volta al giorno…
Tutti
i giorni, sempre alla solita ora, nel loro appartamento entrava un uomo o una
donna (il sesso non importava), lo conoscevano tramite un’inserzione su un
giornale per cuori solitari…
“Si!
Quei giornali cui si rivolgevano le persone sole, ma loro non erano soli…
Amavano molto rispondere a quegli annunci, volevano conoscere gente nuova con
cui scambiare quattro chiacchiere e perché no anche qualche nuova
esperienza…”
L’unica
persona che sembrava preoccupata per loro era una vicina. Una donna mite e
anziana che sembrava aver sofferto molto nella sua vita. Con loro era sempre
molto gentile… Era sì premurosa ma anche molto strana, si presentava da loro
la sera, prima della solita visita dello sconosciuto di turno, poi spariva di
nuovo fino a ricomparire la sera dopo…
Le
loro vite scorrevano così da diverso tempo…
Una
sera, mentre l’anziana donna si stava recando dai due ragazzi, percepiva un
odore strano, dolciastro… come di morte… Sul suo viso appariva uno strano
sorriso (come di una persona che aveva appena avvertito qualcosa di buono…)
arrivava alla porta e bussava…
Stranamente
nessuno apriva… non riprovava, tanto doveva tornare più tardi…
Rosa
sentiva bussare, ma non aprì, era troppo debole, la malattia si era evoluta e
Marco era già morto. Ormai era solo questione di tempo e poi toccava anche a
lei.
“Se
n’era resa conto quando era scesa in cantina per seppellirlo… a causa della
debolezza ci aveva messo un sacco di tempo…”
Si
sentiva stanca, ma soprattutto sola. Non incontrava più nessuno, stranamente
non c’erano più risposte al loro annuncio e forse (aveva pensato) dipendeva
da quella notizia che aveva letto nello stesso giornale: ”STRANO KILLER MUTILA
LE SUE VITTIME, DOPO AVERLE UCCISE, CON DEI MORSI. La polizia brancola nel buio.
Nessun indizio che possa aiutare le indagini. Il Killer non ha preferenze,
uccide sia uomini sia donne…”
Mentre
ripensava a ciò, trasaliva… aveva sentito strani rumori provenire dalla
cucina… Chi poteva essere? Marco era morto e per evitare problemi lo aveva
seppellito in cantina…
Si
fece forza e cercò di alzarsi, raggiunse piano la cucina e con meraviglia lo
vide… lui non poteva essere lì, era morto…
In
quel momento Marco o quello che era diventato percepiva l’odore di Rosa e sì
voltò…
Lei
urlò.
Era
orribile!
La
sua pelle era devastata e verdognola.
Scappò
via inorridita…
“Il
suo amore non era più un essere umano, si era trasformato in uno zombi…”
In
quel momento l’essere iniziava a cercarla e come per rassicurarla iniziava
lentamente a parlare <Non ti preoccupare… sei così debole perché ti stai
trasformando… non aver paura, io ti aspetto! Fatti vedere… ti aiuto io…”
Lo
zombi non aveva il tempo di finire la frase…
Rosa
era tornata imbracciando un fucile preso nel ripostiglio… lo caricò… prese
la mira… con le lacrime agli occhi fece fuoco facendogli scoppiare la testa…
Sapeva
che in poco tempo anche lei si sarebbe trasformata in quell’essere
mostruoso…
Doveva
decidere in fretta…
Caricò
nuovamente il fucile… si fece il segno della croce e se lo mise in bocca…
Con freddezza premette il grilletto… il colpo le sfondò il cranio facendo
uscire la materia grigia e macchiando la parete di sangue…
In
quel momento, attirata dai rumori, arrivò correndo la vicina…
Aveva
sulle labbra un gran sorriso… era molto felice… stava già pregustando
l’idea della cena che doveva consumare da lì a poco, era soddisfatta…
Quella
sera non doveva, come faceva sempre, aspettare che l’ignaro sconosciuto
uscisse dalla casa dei ragazzi; poteva entrare e cibarsi di carne fresca senza
la paura che fosse scoperta, ma soprattutto non doveva disfarsi dei loro
corpi…
Una
volta cenato, poteva chiamare la polizia comunicando lo strano ritrovamento…
Nessuno
poteva sospettare di lei…
Entrava
felice…